Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Γνῶθι σεαυτόν

Le ore più dolci delle mia vita

Ho sbagliato tre volte indirizzo ma il tutto è andato nel dimenticatoio quando sono arrivata, molto meno impanicata di quanto credessi. Ho respirato dolcezza dall’istante che si è affacciato sulla soglia al momento in cui sono andata via e quella tenerezza, quel star bene me lo sento penetrato nella pelle anche ora che vorrei scrivergli, chiamarlo, dirgli che mi sento due polmoni in più per respirare, che sono felice oltre ogni dire, che ogni bacio e carezza è stata la cosa più semplice e naturale di questo mondo.
Per un attimo ho temuto che fosse spaventato di farmi del male, perchè dolore ne ho addosso tanto da venderlo al mercato, creduto che fosse finito tutto lì in un incontro casalingo privo di alcuna conclusione anzi, sconclusionato e insulso come possono essere gli azzardi di un momento. L’ho messo in difficoltà senza volerlo, con innocenza, mio modo di fare che l’ha fatto impensierire non poco più volte perchè dico e faccio più col cuore che con la testa e in un mondo di opportunisti calcolatori la sincerità è una dote che toglie il terreno sotto i piedi, a cui non sei preparato. Francamente non è che mi importi di essere così: in questa porcheria di vita sono convinta che qualcuno amerà quello che sono, forse qualcuno c’è già stato e l’ha già fatto e l’ho ferito, non me ne sono accorta, forse non è ancora venuto ma so che accadrà.

Ci ho pensato un po’ e no, nemmeno col Distruttore ricordo un momento tanto dolce, nemmeno l’abbracciarmi nel calore di una felpa sotto i fuochi d’artificio a Ferragosto, né con Dr. Real Estate quando mi ha baciata sotto le stelle ma su questo ricordo ci sto ancora lavorando, è uno dei migliori, difficile da battere anche se, sotto sotto, da ieri sera mi strizza l’occhio con un Cedi, ho vinto io ridacchiando. Mettiamoli a parimerito.

Ci abbiamo messo cinque ore per scioglierci ma ne vivrei altrettante se potessi avere quello che avevo ieri, così libero e spontaneo da ogni schema e pregiudizio, tanto potente da togliermi il senso del giusto e dello sbagliato. Non mai avuto l’occasione di baciare e coccolare a cuore aperto così tanto e così a lungo una persona, figuriamoci un uomo. Non sono mai stata coccolata come ieri. Io c’ero, esistevo, importavo a qualcuno, per poche ore magari, per qualche giorno di nascosto forse e nonostante io con la bocca dica che no, non importa quanto dura, mi importa eccome, al di là dei paletti posti, perchè è droga per me che ho l’animo sbrindellato, che sto ricucendo pezzo a pezzo, che sto meditando addirittura la dieta, cosa che detesto più che lavorare con l’Orso Bruno. Ho paura, quella dei bambini, che troppo bene sia andato consumato in una sola volta e finisca qui. Che l’attaccamento che, proprio per quei paletti, abbiamo ridotto ai minimi termini, si scateni in lui quando io lo sto tenendo in freezer, nel comparto Non s’ha da fare, e mi travolga, perchè lo farebbe e allora ciao alla poca lucidità che ho recuperato in questa manciata di mesi. Non facciamo gli ipocriti, lo vorrei, santa pazienza lo vorrei a dispetto di tutti i casini che ci stanno dentro, ma non si può e il costo è alto per me, le rinunce troppe. E se annullasse tutto? Oh cieli celesti, un letto a psichiatria non me lo toglie nessuno: “affetta da amore incontrollato” ci starebbe scritto sulla mia cartella perchè a forza di mandar giù relazioni a metà per colpa di Ste che mi ha messo tra le braccia di Dr. Real Estate che mi ha portato al Distruttore sono una bomba di Maradona all’ennesima potenza che, se cristo santo, le permetti di amare davvero minimo sviene per una crisi isterica di felicità, piange, deve chiamare l’equipè da crollo nervoso e farsi attaccare una flebo di Tavor finchè non smaltisce. Oppure direttamente un cardiologo per sindrome da cuore in pezzi causa eccesso di gioia. Non so come la vedrebbe quel povero martire oggetto del mio amore, secondo me scappa.

e750d5735e5cb3e9da8aa319b899267aComunque…
Non succederà nulla più di ieri tra di noi e onestamente va bene così: per la libertà di essere se stessi ed essere accettati mi vendo l’anima al Diavolo, cosa che lui non è, lui è l’Angelo col Bambino che in una sera mi ha salvata da così tanti buchi vuoti che nemmeno se lo immagina. Mi ha fatto cantare nel silenzio di casa sua, mentre strimpellava la chitarra! Chi mi conosce un grammo sa che non canto a piena voce nemmeno sotto minaccia, figuriamoci fottermene per le stecche causa errara tonalità!
Oggi sono ubriaca di benessere con un leggero dolorino all’addome per non potergli scrivere o parlare, è così che funziona, non esplicitamente ma non voglio aggiungere confusione ad altra confusione. Non voglio perderlo, non voglio un altro Ste che mi accompagna alla macchina e scompare. Attendo un suo cenno per misurare dove sono sulla linea dell’affetto, ammesso stia su quella. Devo pazientare e continuare la mia vita come non fosse successo niente di che, dare misura alle cose, trovare come incanalare l’emozione, credo valga per me quanto per lui.
Non ho mai baciato un uomo con così tanto trasporto, come in un’altra dimensione dove non esiste giudizio, non ho mai avuto tutto questo. Al dolore non ci si abitua mai e ogni colpo ti manda più fondo, allo star bene sì: sono le overdose il vero dramma. Da oggi imparerò anche questo: essere felici a dosi oneste e il destino non voglia che sia finalmente la chiave di volta per essere pienamente me stessa.

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Riportiamo in auge il Questionario Proust – seconda parte

Succede sempre così, che vedo una cosa, mi seduce, ne voglio sapere di più e mi va in loop il cervello. Che poi sia un caldo pazzesco e mi sia fusa la lucidità è un grazioso surplus alla follia che fa pendant con il mio essere di oggi.
Ecco un’altra versione del celebre questionario, questa volta estratto da un sito di psicologia.
Il secondo round di apertura sul Fedelm-pensiero che forse sarebbe stato meglio omettere (ma quando mi parte la rotella, mi parte…)


Che cosa è la perfetta felicità?
Smettere di chiedersi “Cosa mi manca?” 

Quale è la tua più grande paura?
Essere perfettamente felice.

Con quale personaggio storico ti identifichi di più?
Nessuno. Chiunque sarebbe troppo e troppo poco per me.

Quale personaggio vivente ammiri di più?
Tiziano Terzani. Lui vive ancora.

Che cosa ti piace di meno di te?
I muscoli. Dove la vita ha colpito troppo rigidi, altrove troppo teneri.

Quale è la massima stravaganza della tua vita?
Essere felice in my own way alla facciaccia di tutti.

In che occasione dici bugie?
Quando ho paura di non essere all’altezza. 

Che cosa ti piace di meno del tuo aspetto?
Oltre alla succitata parte inferiore del corpo, le mani.

Quale è la persona che meno ti piace?
Chi mi imbroglia.

Quale è il grande amore della tua vita?
Scrivere.

Quando e dove sei stato più felice?
Bretagna, 2006 se non vado errato.

Di quale virtù ti piacerebbe disporre?
Perseveranza.

Quali sono i tuoi punti di forza?
Disponibilità, pazienza, testardaggine, adattabilità, sopportazione e fede incrollabile in quel che faccio.

Quale è il tuo attuale stato d’animo?
Lo stesso che ha un gomito dopo aver preso la scossa contro uno spigolo.

Quale è la cosa più preziosa che possiedi?
La mia famiglia.

Cosa è il peggio che ti possa capitare?
Perdere definitivamente chi amo in senso lato, non solo con la morte.

Dove vorresti vivere?
Roma per l’Italia. New York per l’estero.

Quale è la tua occupazione preferita?
Stare bene con gli amici.

Chi è il tuo eroe vivente?
Non pervenuto. Gli eroi sono necessariamente morti.

Chi sono i tuoi scrittori preferiti?
Le sorelle Brontë, Tolkien, Dostoevskij.

Come vorresti morire?
Se avessi una seconda possibilità in questa vita (ma spero tanto di no), vorrei morire di troppo amore.

Quale è il tuo motto?
In alternanza al già dichiarato, “Mi freghi una volta sola”.

E ora speriamo che sia l’ultimo questionario che posto, almeno per la giornata…


Riportiamo in auge il Questionario Proust!

Direttamente da uno dei blog che seguo con maggior interesse

IL QUESTIONARIO PROUST

Vale a dire la perfetta mescolanza tra la mia personale smania di psicanalizzarmi con test e prove psicologiche e lo spauracchio eterno che associo al nome dello scrittore francese (imbarcarsi a leggere “À la recherche du temps perdu” è stata una follia di cui ancora risento…). Vediamo che ne esce.

Il tratto principale del suo carattere?
L’ipersensibilità.

La qualità che preferisce in un uomo?
Per fare un uomo ci vorrebbero molte qualità ma dovendo restringere il campo la decisione.

E in una donna?
Il coraggio.

Il suo principale difetto?
L’incostanza.

Il suo sogno di felicità?
Una grande famiglia in reciproco accordo, unita e forte, che sappia affrontare le eventuali difficoltà a testa alta, senza abbattersi.

Il suo rimpianto?
Aver vissuto credendo che la vita sarebbe stata più accondiscente con me dopo quello che ho passato.

L’ultima volta che ha pianto?
Giovedì notte. Un pianto senza grandi eccessi che mi ha pulita.

L’incontro che le ha cambiato la vita?
Una donna anziana, di cui non ricordo il nome di battesimo. Stava peggio, molto peggio di me ma aveva il doppio della mia voglia di vivere.

Sogno ricorrente?
Prima della patente, guidare in ciabatte. Ora uscire con un gran bel vestito e  i calzettoni di pelo… (sì lo so, è scemo)

Il giorno più felice della sua vita?
Un mercoledì del gennaio 1991.

E il più infelice?
Quando è morto nonno.

La persona scomparsa che richiamerebbe in vita?
Nonno. Anche solo per restar lì a guardarlo sorridermi.

Quale sarebbe la disgrazia più grande?
Scoprire di essere pedine di un gioco in cui tutto era prestabilito al dettaglio fin da principio.

La materia scolastica preferita?
Letteratura.

Città preferita?
In Italia, Roma. All’estero, Vienna.

Il colore preferito?
Il rosso.

Il fiore preferito?
La fresia.

Bevanda preferita?
Un buon Cartizze.

Il piatto preferito?
American boy.

Il suo primo ricordo?
La mia amica Daiana.

Libro preferito di sempre?
Non ti muovere di Margaret Mazzantini (opinabile).

Libro preferito degli ultimi anni?
Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley (molto opinabile).

Autori preferiti in prosa?
Hardy, Austen, Hemingway.

Poeti preferiti?
Neruda, Thomas, Montale, Luzi.

Cantante preferito?
Freddie Mercury.

Il suo eroe o la sua eroina?
Elisabeth von Wittelsbach.

I suoi pittori preferiti?
Gustav Klimt, Giovanni Boldrini, Pierre-August Renoir, Caravaggio.

La trasmissione televisiva più amata?
Quelle di Fiorello (almeno rido un po’).

Film cult?
“Umberto D.”

Attore preferito?
Attualmente Michael Fassbender ma di tutti i tempi penso Laurence Olivier.

Attrice preferita?
Kate Winslet.

La canzone che fischia più spesso sotto la doccia?
Sapessi fischiare…

Se dovesse cambiare qualcosa nel suo fisico, che cosa cambierebbe?
La parte inferiore: più magra, più tornita, più lunga, piedi più piccoli magari. Consegna in giornata possibilmente, grazie.

Personaggio storico più ammirato?
Elisabeth von Wittelsbach (eh, quella mi piace U_U)

Personaggio politico più detestato?
Adolf Hitler.

I nomi preferiti?
Quelli strani, che non si sentono in giro.

Quel che detesta di più?
La saccenza.

Se potesse rinascere in chi o in che cosa si reincarnerebbe?
In me stessa. Non c’è nulla di più gioioso e crudele che riprovare ad essere se stessi.

Se non avesse fatto il mestiere che fa?
Il medico. C’ho provato pure ma il mio destino era diverso dalle mie scelte.

Il dono di natura che vorrebbe avere?
Saper scrivere bene senza che mi si inceppino le meningi.

Il regalo più bello che abbia mai ricevuto?
Una nascita.

Come vorrebbe morire?
Cantando.

Stato d’animo attuale?
Incerto.

Le colpe che le ispirano maggiore indulgenza?
Gola e pigrizia.

Il suo motto?
Credere sempre, abbattersi mai.