Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Che tu sia per me il coltello…

Ho conosciuto una persona ormai più di un anno fa. Mi ha insegnato a guardarmi dentro e sistemare qualche piccola parte di me che non andava, mi ha aiutato quando sedevo a terra, da sola, abbattuta. Mi sono lasciata filtrare, lui è entrato in me e io in lui. Con la fatica che una come me può fare, mi sono lasciata guardare nuda, per come sono sotto i miei mille strati, e io ho visto lui. Le cose sono cambiate, in qualche modo ho sentito che le mie vene erano legate alle sue e le sue alle mie. Forse non mi sono mai sentita così con nessuno e, pur nelle asperità delle reciproche vite, è stato qualcosa di straordinario.

Ho conosciuto una persona e me ne sono innamorata. Non m’è servito custodire i suoi occhi, esplodere in silenzio nel suo abbraccio. Lui era qui, dentro di me, già da prima. Mi ero fatta dei romanzi, portavo nel cuore foto di momenti non ancora vissuti ma che ero certa fossero in divenire. Ma ho sbagliato i tempi. Li sbaglio sempre. Ho un leggendario tempismo di merda. E uno schifosissimo rispetto per gli altri. Quando una storia è al capolinea, lo è e basta; per me invece resta una storia che esiste e non mi impiccio, non spingo al passo finale una coppia che ha perso questo appellativo. Aspetto, rispetto. E sbaglio. Ma non mi sono mai pentita, né lo farò ora, di non essermi messa in mezzo a qualcosa che era concluso per offrirmi come “quella che viene dopo”. Non l’ho mai fatto e so che per questa mia forma di sensibilità ho perso tanti rapporti. E’ andata così: forse sarebbe stata in perdita comunque, anche se mi fossi intromessa. Ma non l’ho fatto e il non aver infranto uno dei valori in cui credo mi consola dell’eventuale”fallimento”.

Ho conosciuto una persona e la amo. Quando mi fa ridere per delle stupidaggini, quando soffre per la sua quotidianità che lo ferisce, quando mi chiama per niente, quando scazza e quando stringe i denti. Io li stringo con lui e per lui, ci sono sempre, ci sarei comunque, anche quando ho dei nodi allo stomaco che sconnettono la lingua al cervello e gli racconto cavolate mentre il cuore sanguigna. Perché sanguino, tanto, interrottamente. Piango per tre giorni di fila, tra una camera di un bed and breakfast e il treno, senza orgoglio, senza amore per me stessa, fregandomene dell’immagine che dò agli altri, infischiandomene del loro giudizio. Solo in famiglia non lo faccio: la famiglia sa sfiancarti di domande, costringerti all’autoanalisi e farti capire che non c’è nessuno per cui valga la pena di piangere per amore. La famiglia è lì, al tuo fianco, e benedetta la sua presenza ma non quando vorresti stare da sola a sputar fuori lacrime per star meglio.
Ma stasera piango, e piangerò anche quando spegnerò il cellulare su cui lui chiama, quando sconnetterò il pc. Vorrei sconnettermi anche da me stessa, dio se lo vorrei stasera! E invece le lacrime sono il miglior collante delle disperazioni che la vita mi offre, le appiccica tutte assieme e alla fine sto stesa a letto a bagnare il cuscino di pianto senza sapere cosa diamine mi bruci di più nell’anima, quale delle mie disgrazie mi fa a pezzi più sottili. E in un periodo in cui sta andando tutto alla malora, la mia disgrazia più grande è lui.

Ho conosciuto una persona e la amo non ricambiata. Oh lui mi adora, mi vuole bene, è qui per me sempre, anche quando non vorrei. Anche ora, anche quando ho capito di amarlo. Non ho avuto nemmeno il tempo di gonfiarmi l’anima di energia positiva per dirglielo. All’oscuro di tutto, ha sostenuto con forza che se qualcuno si innamorasse di lui, chiunque, anch’io per dire, se mi innamorassi di lui, dovrebbe troncare tutto e allontanarsi. Sparire. Come posso dire ti amo se lui poi se ne va? E lo fa, ne ho le prove.
Ancora all’oscuro di tutto, dichiara che apprezza la vicinanza, l’affetto e la dolcezza e parlarmi di altre. Come posso tener fermo il cuore quando mi accontenterei di essere anche solo una delle tante?

So perfettamente che il silenzio è un buon amico, che il tempo tampona i dolori e i nuovi incontri rendono sbiaditi gli amori non corrisposti ma stasera piango, rimbalzo in gola il nodo ad ogni deglutita e sorrido al nulla immaginando il suo viso.
Ormai sta diventando quasi piacevole fallire sempre più miseramente…

Annunci

Commentino?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...