Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Vino, degustazioni e maschi

Mi scopro a pensarci troppo spesso, a parlarne anche di più, ad aspettare il momento in cui si crea il contatto. Mi sento l’unica onda in burrasca di un mare placido e questa mia diversità aggiunge sconvolgimento al marasma che già mi sta dentro.
Essere single al centro di stimoli molteplici è divertente, adrenalinico ma anche molto snervante. Piacevolissima e gradita la scelta multipla ma terribilmente sfiancante tener botta a tutto perché l’attrazione come il vino: ti ubriaca.  Bevi un sorso da un calice, uno da un altro, uno da un altro ancora ma di fatto non ne bevi nessuno e non apprezzi nulla per le caratteristiche peculiari di un vitigno o dell’altro. Una ciucca allegra che ti fai così, per scherzarci un po’ su, tanto che te frega? Mica c’hai la cirrosi.

Quella viene dopo…

E quando ti chiedono Allora? Quale prendi? che rispondi? Boh… fai te? Ma fai te cosa? Cicci, il portafogli, come la vita, è tuo. Tu paghi, tu assapori, tu bevi, tu vai in sbronza. Tu e basta. E che sbronza colossale poi…
Così sto qui, seduta al mio tavolo, tovaglietta con i tondini disegnati a semicerchio,  i nomi dei vini scritti in corrispondenza dei tondini, una sfilza di bicchieri sistemati davanti, la penna in mano e la bocca che pasteggia, che tenta di scandagliare sapori, tannini e polifenoli dividendoli dai solfiti.

Ah i solfiti sono delle gran brutte bestie!

Te credi che il vino si conservi così, perché è vino? Che abbia quel aroma di suo? Ma lo sai che, alla faccia di quel che si dice in giro, i solfiti intaccano marginalmente il gusto del vino?
Così negli uomini: Uno è giovane, bello, due occhi che mi s’ingroppa lo stomaco a figurarmeli in mente, dolcissimo, sensuale il giusto, mi strapazza la ragione come fosse un frappè; Due è vecchio, discutibilmente carino, geneticamente idoneo a comporre un bimbo del mio fenotipo ideale, un po’ rude ma onesto, mi turba non poco; Tre… eh… questo lo evito come la peste seppur lui mi stia cercando di continuo, è il vino che guardo, annuso ma non bevo. In verità non bevo nessuno di loro: mi limito a pucciare la punta del dito e portarmela alla bocca.

Non voglio sbronze ora.
O forse sì.

Io non so più niente. Troppe cose per la testa, troppi progetti, troppi impulsi.
Voglio soltanto abbandonarmi al caso e lasciarmi vivere come facevo prima di tutto questo. Detesto quello che sono diventata, continuo a perdere giorni e anni nell’anima di un’altra. Forse è solo l’avvicinarsi del compleanno, forse è una crisi d’età, non lo so. C’ho di quelle giornate di vomito e ingozzo (sì, in questa sequenza esatta) e ogni tanto sbrocco. Forse ho solo bisogno di ferie. Forse non lo so…

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