Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per aprile, 2012

Night trip

Ci sono giorni troppo densi per esser raccontati. Momenti troppo voraci di forze per aver l’energia necessaria per scrivere.
Più probabilmente sono io, che vado spegnendomi di potenza, scaricando le batterie, verso il fondo delle mie possibilità per poter darmi la spinta, spiccare il balzo e tornare sulla cima.

Donna scalatrice, dannatamente testona.

L’arrampicata è pane quotidiano, sono abituata a sforzarmi molto di più, a prepararmi per risalire gli strati dell’atmosfera. Ci vuole dedizione anche nell’incostanza.
Parto stanotte, vado a raggiungere un obiettivo. La notte, come sempre, si dimostra il punto di partenza della mia vita, fisica, psichica, sentimentale e morale.

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Aiutati che il ciel t’aiuta

Su una cosa sono intransigente: la fede. Poca o tanta ne devi avere perchè nella vita se non credi sei aria fritta, nulla che sembra materia.
Credere a qualcuno può dar i nervi, provocare scherno, delusione. E non parlo di religione.
Aver fede in se stessi, in un ideale, in un progetto. Per quanto assurdo sia, credere due volte, tre se è impossibile.

Ho bisogno di credere.

Se c’è qualcosa in cui non manco affatto è la cocciutaggine, che non c’entra una cippa con la costanza, perchè tra i sei miliardi che siano di certo sono la persona più discontinua che conosca, Orso Bruno compreso. E non per noia ma per mancanza di stimoli. Qualche difetto lo devo pur avere anch’io (col piffero però che li elenco! XP).
Così credo ed ho creduto, ho sofferto, ho consumato energie, salute mentale e una buona fetta di me stessa, preso a testate il muro, graffiato la roccia, ingoiato amaro, trasfuso pazienza al delirio, stretto i denti sino a scheggiarli, neniato che posso resistere un altro giorno

…domani, domani, domani…

Domani svegliarsi con i pugni chiusi e combattere ancora ma con il sole in faccia, l’ossigeno che riprende piano a scorrere e i brividi di stanchezza che rendono irta la pelle.

Sono un istrice che inizia a smussare i suoi aculei.

Ho tenuto duro e lo faccio tuttora ma non ho più le mani vuote ora.
Possiedo quel boccone di futuro che cercavo da tanto tanto tempo. Il futuro è sotto il mio comando. Non tutto, un po’. Quel po’ che basta. Quel che po’ che rende felici.
Dovevo credere e ho creduto. Il destino ha un disegno suo ma le matite colorate le ho io e lo coloro come mi pare.


Resumè compleannitizio

Le chiamano “Bizzarrie della Vita”: l’unico che vorresti vedere non lo incontri mai, l’unico che vorresti sentire non ti chiama, l’unico che vorresti avere con te non c’è.

L’unico che vorresti che si ricordasse del tuo compleanno l’ha scordato.

Guarda caso ci stai parlando da circa due ore ininterrotte e si discute di tutto ma quello manco a forza si capacita del valore di questo giorno.
Poi, con la mezzanotte che bussa, il lampeggiante del B-day consuma il suo neon e buonanotte ai suonatori. Però, in fondo in fondo, dove vive la te stessa scevra di ammennicoli e pare varie, la speranza che possa dirti Oh che scemo! Era il tuo compleanno!… dura ben oltre qualsiasi fine di giornata e foglio strappato al calendario.


B-day… again

Compleanno.
Lungi da me rivelare la mia età: chi la sa, la sa e chi non la sa, beh… si vede che è destino che non ne sia cosciente U_U

Mattinata lavorativa per La Manifestazione delle Manifestazioni.
Pomeriggio lavorativo per un altro pezzo.
Serata lavorativa per non farsi mancare un continuum coerente.

Il problema è che i miei guai son talmente tanti che neanche mi accorgo di invecchiare di un anno. Io invecchio costantemente al doppio della velocità da sempre. Io sono nata vecchia e la burla è che ne sono felice.
Che sarà mai invecchiare?


Vino, degustazioni e maschi

Mi scopro a pensarci troppo spesso, a parlarne anche di più, ad aspettare il momento in cui si crea il contatto. Mi sento l’unica onda in burrasca di un mare placido e questa mia diversità aggiunge sconvolgimento al marasma che già mi sta dentro.
Essere single al centro di stimoli molteplici è divertente, adrenalinico ma anche molto snervante. Piacevolissima e gradita la scelta multipla ma terribilmente sfiancante tener botta a tutto perché l’attrazione come il vino: ti ubriaca.  Bevi un sorso da un calice, uno da un altro, uno da un altro ancora ma di fatto non ne bevi nessuno e non apprezzi nulla per le caratteristiche peculiari di un vitigno o dell’altro. Una ciucca allegra che ti fai così, per scherzarci un po’ su, tanto che te frega? Mica c’hai la cirrosi.

Quella viene dopo…

E quando ti chiedono Allora? Quale prendi? che rispondi? Boh… fai te? Ma fai te cosa? Cicci, il portafogli, come la vita, è tuo. Tu paghi, tu assapori, tu bevi, tu vai in sbronza. Tu e basta. E che sbronza colossale poi…
Così sto qui, seduta al mio tavolo, tovaglietta con i tondini disegnati a semicerchio,  i nomi dei vini scritti in corrispondenza dei tondini, una sfilza di bicchieri sistemati davanti, la penna in mano e la bocca che pasteggia, che tenta di scandagliare sapori, tannini e polifenoli dividendoli dai solfiti.

Ah i solfiti sono delle gran brutte bestie!

Te credi che il vino si conservi così, perché è vino? Che abbia quel aroma di suo? Ma lo sai che, alla faccia di quel che si dice in giro, i solfiti intaccano marginalmente il gusto del vino?
Così negli uomini: Uno è giovane, bello, due occhi che mi s’ingroppa lo stomaco a figurarmeli in mente, dolcissimo, sensuale il giusto, mi strapazza la ragione come fosse un frappè; Due è vecchio, discutibilmente carino, geneticamente idoneo a comporre un bimbo del mio fenotipo ideale, un po’ rude ma onesto, mi turba non poco; Tre… eh… questo lo evito come la peste seppur lui mi stia cercando di continuo, è il vino che guardo, annuso ma non bevo. In verità non bevo nessuno di loro: mi limito a pucciare la punta del dito e portarmela alla bocca.

Non voglio sbronze ora.
O forse sì.

Io non so più niente. Troppe cose per la testa, troppi progetti, troppi impulsi.
Voglio soltanto abbandonarmi al caso e lasciarmi vivere come facevo prima di tutto questo. Detesto quello che sono diventata, continuo a perdere giorni e anni nell’anima di un’altra. Forse è solo l’avvicinarsi del compleanno, forse è una crisi d’età, non lo so. C’ho di quelle giornate di vomito e ingozzo (sì, in questa sequenza esatta) e ogni tanto sbrocco. Forse ho solo bisogno di ferie. Forse non lo so…


Riflessioni della mezzanotte e mezza

Una cosa mi chiedo sempre quando mi interesso a qualcosa: è reale o è la mia proiezione di ideale che lo rende perfetto per me? E che sia un uomo o un luogo, un dvd o un concetto cambia poco.

Così capita che sto a ragionare con me, in pacifico relax (se così si può chiamare la tranquillità di un momento), e lampeggia di continuo la scritta “Buttati, è fatto per te” che mi rende tutto tranne che obiettiva.
Ci penso da giorni, la visione dell'(s)oggetto in questione non agevola le cose (e non perchè sia tragicamente bello o indescrivibilmente ottimale): semplicemente devia il pensiero sui dettagli e mi fa perdere il quadro generale della faccenda.

Io mi innamoro dei dettagli, del particolare, dell’unicità delle cose.

Ora dirmi innamorata, no. Più banalmente vibro e osservo con il sorriso.
So cosa ho davanti. Il mio delirio.
Basta film romantici e dvd a tema, Fed. Te stai ad ammazza’ bella mia!


E vediamo di crederci un po’!

Pasqua provvidenziale. Gli accordi da prendere in frettissima, che nonna tiene fermi come un’ancora la nave, vengono posticipati alla fine della settimana entrante, giusto giusto per aver il tempo materiale di smuovere la montagna che ho puntato e che potrebbe essere la soluzione a buona parte dei miei problemi.
Dai Fed! Dai che forse stavolta si cambia vita!

E tra sei giorni è pure il mio compleanno. Non vedo l’ora arrivi il prossimo weekend *_*

 

PS. Buona Pasqua a chi la festeggerà. Agli altri… Goduriosa strafogata nel cioccolato!