Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

The Black Page

27 febbraio: compleanno del Giulietto e anniversario della scomparsa del mio adoratissimo nonno. Una nascita che lenisce una morte. Una folata di gelido vento e una avvampata improvvisa.
Ogni anno sono punto e a capo. Non sto bene, non sto male. Mi sento solo uno schifo per non riuscire a tenere in equilibrio le due cose perchè non sento né l’una né l’altra.

Per oggi il blog è in pausa. Ed è meglio così.

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2 Risposte

  1. Anche a me è morto nonno poco tempo fa. Il punto è che quando si cresce con un nonno in vita la cosa è ben diversa, non è come quando sei piccino e tutto a un tratto non vedi un vecchietto che si aggirava dalle tue parti. Il ricordo è vivido, un pezzo della tua storia se ne va…si chiude un’era. Io ho dei ricordi molto belli di mio nonno, paradossalmente dei ricordi che mi divertono così tanto che quando sono tornata nella sua città sbottavo a ridere da sola quando passavo nei luoghi in cui ero stata con lui e sicuramente la gente mi ha presa per pazza. Ma, forse, dovresti pensare che la morte è una cosa che fa necessariamente parte della vita, così come c’è un inizio c’è anche una fine. Una cosa però ho imparato, loro ci guardano, credimi, loro vedono cio che fai. ciau 🙂

    martedì, 28 febbraio 2012 alle @ 11:16

    • Mio nonno è stato un padre per me, sembra retorico da dire, ma è la realtà. C’era sempre, in ogni mio ricordo rivedo lui che fa qualcosa per me, risento la sua voce. Non riesco a togliermi la sensazione strana che provavo nell’abbracciarlo: era magrissimo ma con una forza immensa.
      Ne parlo spessissimo e lo penso anche di più ma fa ancora tanto male, è una ferita aperta con un pacco di garze sopra: sembra che non ci sia e invece, se vai a controllare, zampilla ancora sangue. Ogni volta che mi torna in mente è come se morisse di nuovo, se lo perdessi per l’ennesima volta. Non so se dipenda dal fatto che è il primo di famiglia stretta che son stata costretta a lasciar andare ma è indescrivibilmente dura stare senza di lui.
      La morte è una parte della vita, hai perfettamente ragione. Ciò nonostante sono furiosa come mai in vita mia e non lo accetterò mai fino in fondo.

      Magari mi guardasse, fosse ancora qui…

      martedì, 28 febbraio 2012 alle @ 11:49

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