Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Attacchi d’arte – prima puntata

Per un’appassionata d’arte come la sottoscritta perdere di vista un artista del calibro di Giovanni Boldini fa lo stesso effetto di essere teletrasportata dal tepore del piumone sotto le fronde di un ridente Abies nigrum e venire investita da tutta le neve che reggono i suoi rami.

E dove cavolo stavo io con la testa in tutti questi anni?

Mi son vista un segnalibro plastificato PER ERRORE ad una mostra e son stata folgorata. Pensavo al Gustavo (Klimt) e mi compare lei, Lady Michelham che se la ride con il filo di perle che sogno dal liceo (beh, magari non chilometrico come il suo però… se qualcuno volesse inviarmelo anche chilometrico, mica si butta eh) e le medaglie che mi fanno tanto Waterloo e non so perchè. Bella lei e io che spasimo innamorata di Boldini, scandagliando la rete per farmi un’overdose di opere sino a scoprire (ma neanche tanto) che è l’autore del ritratto di Giuseppe Verdi: lì sì mi son sentita scema un quanto.

Però…

C’è che al liceo non te lo fanno conoscere, il Boldini, pensano ad altro, io per prima che perdo bava ad ogni sinonimo di Jugendstil, Klimt (aridaje…), Wagner, Schiele, Asburgo e Vienna.
Dai, tutto sommato non sono poi così colpevole.

 

 

 

Ps. E intanto, con la mascherina dell’aerosol allacciata con l’elastico (sono una sagoma, lo so. Pietà pliiis), passo in rassegna internet alla ricerca di ogni possibile riproduzione della donnina qui accanto per potermela incorniciare e mettere in camera per un risveglio Belle Epoque nelle mie prossime mattine…

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