Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Chissà se ce la faccio…

Cena serale in questo lunedì di luglio che, quatto quatto, torna a farsi troppo caldo e afoso per i gusti della sottoscritta.

Si va tutti da Daria per, credo, una grigliata: dovremmo essere una quindicina se non si aggiungono quelli che non hanno ancora dato cenni di vita (Vitiello, rispondi alle mail!!!). Il posto non è lontano da casa mia ma non ho idea di come e, soprattutto, di quanto ci metterò per raggiungerlo: la zona per me è semi-sconosciuta, troppo fuori dai miei giri.
Cosa ridicola per il mio orientamento super-mega-sviluppato, mi sono dovuta vedere la strada su google maps! Molto probabile che mi porti appresso pure il navigatore, se la batteria non mi lascia a piedi a mezza via…
Volevo portare qualcosa, tipo un dolce, un semifreddo ma le pasticcerie di lunedì sono chiuse o hanno paste di rimanenza dalla domenica e prendere un semifreddo, anche se trasportato in borsa termica, non mi garantisce che arrivi allo stato solido… vedrò che trovo nei pressi del punto d’incontro: mi pare ci sia una gelateria da qualche parte lungo la strada.
 
Iersera, invece, dopo una domenica quieta e pacatina, sciolta davanti alla tastiera, sono uscita con la ciurma per cenare ad una sagrucola paesana qui nei pressi: cibo orripilante (in quale area geografica lessano le braciole prima di grigliarle??? nella mia… che schifo!) ma intrattenimento gradevole: fatta eccezione per il patologico bisogno di fare una mezza dozzina di mazurke per gli attempati abitanti del paese, i due musicisti si son dati ai balli da villaggio vacanze. Non amo particolarmente questo genere di passatempo ma la Gwenna mi ha trascinato a peso morto sulla pista, minacciandomi con dichiarazioni che qui non posso riportare per pericolo di fuga di notizie.
A occhio e croce non mi cimentavo nei balli di gruppo da quando avevo 13-14 anni, alla festa che fanno annualmente nel sagrato della mia parrocchia; vero anche che, al locale di latino-americano che si frequenta di quanto in quanto con la compagnia, qualche ballo di gruppo lo si fa, ma con molta più serietà e precisione (con tutti i ballerini cubani che lavorano là dentro se non balli a regola d’arte, prendono e si avvicinano per illuminarti sul sacro movimento di bacino da fare, sul ritmo da seguire, sul tenere la testa alta e non fissare continuamente i tuoi piedi o i movimenti di quelli che si dimenano attorno per imitare da cani i passi che fanno.
È stato simpatico, ci siamo divertite, solo che dopo l’esibizione sul palco di Gwenna (invitata espressamente dal duo dopo averla vista ballare) sulle note di Waka Waka, abbiamo fatto il vuoto: forse non era il caso che si mettesse a fare la sosia di Shakira…
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