Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per marzo, 2009

30 marzo. ALBA

Alle 17 è fissata la discussione della mia tesi.
Da due giorni sono al limite della schizofrenia umorale: rido, mi viene l’ansia e mi pare di non respirare ma poi dico una sfilza di boiate una appiccicata all’altra; decido che devo assolutamente mettermi sotto a studiare, sono presa indietro, non ricordo una cippa ma poi mi butto sul divano in coma per riprendermi un attimo e mi addormento; quando mi sveglio, dopo ore (perchè io dormo come due ghiri messi assieme), mi pianto fissa sui fogli svolazzanti della tesi (non rovinerei mai una tesi rilegata per ripassare: mi hanno salassato col conto delle copie e non soo nemmeno fatte bene…) e, di qundo in quando, leggo ad alta voce frasi improbabili che ho scritto (e le ho scritte io!); di nuovo rido, comincio ad immaginare, ragionando a voce, come sarà la discussione: ariecchite l’ansia!

Penso che avrei dovuto assistere ad una discussione invece di evitarle tutte per scaramanzia: eppure so come si svolge, pure Lillo me l’ha illustrata per bene, nel caso non mi fosse stata chiara,ma c’ho una strizza pazzesca. Ma non tanto per la discussione in sé, quanto per il voto: non è altissima la mia media e mi preoccupa che in commissione ci sia il malefico prof di storia medievale, che da anni ha qualche scaramuccia con il mio giro. Non vorrei che, laureandomi in storia, ci ficcasse eccessivamente il nasone….

Comunque sia, vada come vada, questa è l’ultima mattina da non titolata. Stasera divento dottoressa e guai a chi dice il contrario (= io).

Incrociamo i DITI dei piedi e gli occhi che si solito porta bene….

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30 marzo. ALBA

Alle 17 è fissata la discussione della mia tesi.
Da due giorni sono al limite della schizofrenia umorale: rido, mi viene l’ansia e mi pare di non respirare ma poi dico una sfilza di boiate una appiccicata all’altra; decido che devo assolutamente mettermi sotto a studiare, sono presa indietro, non ricordo una cippa ma poi mi butto sul divano in coma per riprendermi un attimo e mi addormento; quando mi sveglio, dopo ore (perchè io dormo come due ghiri messi assieme), mi pianto fissa sui fogli svolazzanti della tesi (non rovinerei mai una tesi rilegata per ripassare: mi hanno salassato col conto delle copie e non soo nemmeno fatte bene…) e, di qundo in quando, leggo ad alta voce frasi improbabili che ho scritto (e le ho scritte io!); di nuovo rido, comincio ad immaginare, ragionando a voce, come sarà la discussione: ariecchite l’ansia!

Penso che avrei dovuto assistere ad una discussione invece di evitarle tutte per scaramanzia: eppure so come si svolge, pure Lillo me l’ha illustrata per bene, nel caso non mi fosse stata chiara,ma c’ho una strizza pazzesca. Ma non tanto per la discussione in sé, quanto per il voto: non è altissima la mia media e mi preoccupa che in commissione ci sia il malefico prof di storia medievale, che da anni ha qualche scaramuccia con il mio giro. Non vorrei che, laureandomi in storia, ci ficcasse eccessivamente il nasone….

Comunque sia, vada come vada, questa è l’ultima mattina da non titolata. Stasera divento dottoressa e guai a chi dice il contrario (= io).

Incrociamo i DITI dei piedi e gli occhi che si solito porta bene….


Liberamente rivista

QUANDO FINISCE UN AMORE
Quando finisce un amore così com’è finito il mio
Senza una ragione né un motivo senza niente
Ti senti un nodo nella gola
Ti senti un buco nello stomaco
Ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente

E non ti basta più un’amica
E non ti basta più distrarti
E non ti basta bere da ubriacarti
E non ti basta ormai più niente
E in fondo pensi ci sarà un motivo
E cerchi a tutti i costi una ragione
Eppure non c’è mai una ragione
Perché un amore debba finire

E vorresti cambiare faccia
E vorresti cambiare nome
E vorresti cambiare aria
E vorresti cambiare vita
E vorresti cambiare il mondo
Ma sai perfettamente
Che non ti servirebbe a niente perché c’è lui perché c’è lui
Perché c’è lui perché c’è lui
Perché c’è lui nelle tue ossa
Perché c’è lui nella tua mente
Perché c’è lui nella tua vita
E non potresti più mandarlo via

Nemmeno se cambiassi faccia
Nemmeno se cambiassi nome
Nemmeno se cambiassi aria
Nemmeno se cambiassi vita
Nemmeno se cambiasse il mondo

Però se potessi ragionarci sopra
Saprei perfettamente che domani sarà diverso
Lui non sarà più lui
Io non sarò la stessa donna
Magari l’avrò già dimenticato
Magari
Se potessi ragionarci sopra
E se potessi ragionarci sopra
Ma non posso perché
Quando finisce un amore così com’è finito il mio
Senza una ragione né un motivo senza niente
Ti senti un nodo nella gola
Ti senti un buco nello stomaco
Ti senti un vuoto nella testa e non capisci niente

E non ti basta più un’amica
E non ti basta più distrarti
E non ti basta bere da ubriacarti
E non ti basta ormai più niente
E in fondo pensi ci sarà un motivo
E cerchi a tutti i costi una ragione
Eppure non c’è mai una ragione
Perché un amore debba finire
RICCARDO COCCIANTE

La vita è uno strano imbroglio:

perdi ciò che vorresti trattenere
ritrovi ciò che avevi dimenticato
acquisti ciò che vorresti evitare.


Meno una settimana

Settimana che precede la discussione della tesi.
Sto andando in paranoia.
Da una parte urge il sovvertimento della mia esistenza, in primis per il passo che sto per fare, poi anche perchè è giusto dare una scossa all’andazzo con cui procede il mio cammino; dall’altra Lillo spinge, più o meno velatamente, perchè ritrovi me stessa. E invece io continuo a girare in tondo allo stesso pensiero, come un cane che cerca di mordersi la coda.
Non ne vengo fuori in nessun modo, e più mi sforzo e più vado a fondo.
Dove cavolo sta l’uomo che mi farà dimenticare Lui e mi renderà finalmente felice?

ROMEO AND JULIET

A lovestruck Romeo sings a streetsuss serenade

Laying everybody low with a lovesong that he made

Finds the streetlight steps out of the shade

Says something like you and me babe how about it?

Juliet says hey it’s Romeo you nearly gimme a heart attack

He’s underneath the window she’s singing

Hey la my boyfriend’s back

You shouldn’t come around here singing up at people like that

Anyway what you gonna do about it?

 

Juliet the dice were loaded from the start

And I bet and you exploded in my heart

And I forget I forget the movie song

When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet?

 

Come up on different streets they both were streets of shame

Both dirty both mean yes and the dream was just the same

And I dreamed your dream  for you and now your dream is real

How can you look at me as if I was just another one of your deals?

When you can fall for chains of silver you can fall for chains of gold

You can fall for pretty strangers and the promises they hold

You promised me everything you promised me thick and thin

Now you just say oh Romeo yeah you know

I used to have a scene with him

 

Juliet when we made love you used to cry

You said I love you like the stars above I’ll love you till I die

There’s a place for us you know the movie song

When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet?

 

I can’t do the talks on like they talk on TV

And I can’t do a love song like the way it’s meant to be

I can’t do everything but I’d do anything for you

I can’t do anything except be in love with you

And all I do is miss you and the way we used to be

All I do is keep the beat and the bad company

All I do is kiss you through the bars of a rhyme

Julie I’d do the stars with you any time

 

Juliet when we made love you used to cry

You said I love you like the stars above I’ll love you till I die

There’s a place for us you know the movie song

When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet?

 

In a lovestruck Romeo sings a streetsuss serenade

Laying everybody low with a lovesong that he made

Finds a convenient streetlight steps out of the shade

Says something like you and me babe how about it?

You and me babe how about it?

 

Dire Straits


Natasha Richardson

Ieri, girando alla ricerca di foto della mia ultima ossessione maschile, sono capitata sul sito di mymovies.it. Dando una rapida occhiata al sito, più per curiosità che per interesse vero e proprio, mi è saltata agli occhi la notizia dell’incidente di Natasha Richardson.

Lunedì scorso, trovandosi in Quebec con il marito Liam Neeson, attualmente impegnato sul seti di "Chloe", si era concessa una giornata sulle nevi di Mont Tremblant, a 120 km da Montreal, per imparare a sciare con un istruttore.
Durante la lezione pare sia caduta, battendo violentemente il capo; le sue condizioni erano buone, nessuna ferita, a quanto riporta lo stesso istruttore, che pe sicurezza aveva ugualmente chiamato una pattuglia che la riportasse a valle.
Circa un’ora più tardi, però, l’attrice aveva accusato dolori intensi alla  testa ed era stata ricoverata per accertamenti, che aveva evidenziato un forte trauma cerebrale. In breve tempo è poi caduta in coma.
Martedì i familiari hanno disposto il suo trasferimento al Lenox Hill Hospital di New York, dove è stata raggiunta anche dai genitori, l’attrice Vanessa Redgrave e il regista teatrale Tony Richardson.
Ormai in coma irreversibile, si stava valutando se e quando staccare la spina che la teneva in vita.

Questo era già sufficiente per addolorare chi le voleva bene e la seguiva, come attrice.
Stanotte, mentre i dottori cercavano di prendere tempo, si è spenta.
Una splendida donna di 45 anni, nel fiore degli anni, per una stupidissima caduta durante una lezione di sci.


Ragazzuoli, mi sa che ci siamo…

Bene. Ci siamo. Lunedì scorso, all’ora di pranzo, sono uscite le date del diario delle discussioni delle tesi.
Lunedì 30 marzo è il mio turno.
Commissione composta dal mio prof prediletto (all’interno del dipartimento di romanistica di questo ateneo; il mio prof universitario adorato è un altro [Marietto!]) di Filologia Romanza e dall’odioso prof di storia medievale con il quale ho trascorsi "familiari" poco sereni.

Lunedì, il 30. Che data del cavolo!
Grazie alla discussione salta, per la seconda volta consecutiva, il raduno della Compagnia delle Indie Celtiche… o ti scateni al raduno o prepari la discussione: scegli Fedelmuccia…

… discussione …

Maledettissimo senso del dovere!
Mary inagura casa con tutta la combriccola (oddei! tutta tutta proprio no però…), due giorni di delirio autorizzato (per me che deliro più o meno nascostamente da una vita), di chiacchiere e relax (relax… che vocabolo dal suono lontano…) e a me niente.
Mi consola che Bob&Ale mi saranno vicini in qualche modo quei giorni, che poi è finita, che incomincia un’altra vita e che ci saranno altre occasioni per incontrarsi. Ma io volevo questa occasione: trovarsi tutti insieme è già un’impresa e la casa non si inaugura due volte. Eraclito (tramite Lillo) mi ha fatto una testa tanta con il suo panta rei. Ecco: siccome rei, non torna. E io, come al solito, mi perdo sempre tutto.

Finisse ‘sta rottura di scatole del "posticipare" sempre ogni cosa!