Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per gennaio, 2009

10 mesi senza te

Ormai ero così in astinenza che non ce la facevo più. 10 mesi al buio, sola, senza cibo né acqua. Poi due settimane fa tutto è tornato chiaro, nutriente e dissetante….

Stasera ricomincia

ER – Medici in prima linea!!!

Siamo alla quattordicesima stagione, la penultima, che tra l’altro durerà anche un po’ meno del solito.
Devo cominciare a mettermi in testa che pure questo serial finirà a breve… però mi ci ero affezionta, mai mancato neanche una puntata!
E devo pure avvertire il Padraig, perchè sicuro sicuro, non s’è accorto di niente…


Iniziano le diatribe del cuore…

Nel mio caos giunge Lillo, una nuova voce maschile, che da qualche settimana mi accompagna con sempre maggiore forza. Viaggia con me, ma non so controllarla. Una voce reazionaria, ribelle, resistente ai miei antibiotici.
Non so da che parte prenderla.
Non si lascia guidare.
Non riesco a tenerla fuori dai miei casini.
Per una volta, forse per la prima volta, non ho le redini della situazione in mano abbastanza saldamente da potermici racappezzare come vorrei.
Non bastasse: dice di esser disposta ad attendere che finisca di fare le "pulizie di primavera" nella soffitta del mio cuore.

Sogno o son desta? Che sia un secondo Fratellonzo che mi prende per il thoin, andata e ritorno, o che abbia trovato qualche sorta di tesoro? Fatico a definire. Amo ancora troppo Lui, il mio cuore è ancora troppo invischiato nei suoi pensieri per riuscire a donarsi ad un’altra anima…


Riflessioni

Strappar via questo amore da me è come scartavetrare una persiana ridipinta tante volte, su cui la salsedine del mare funziona da isolante. Non si stacca niente, il colore viene via solo superficialmente benché mi consumi il polso a smerigliare in circolo.

 

Il circolo. Muovo la mano e me stessa in tondo, traccio cerchi nell’aria umida della pioggia di questi giorni. Ma io attendo ancora la neve, tanta neve. Vorrei che mi sommergesse, che con il suo peso premesse più forte sul mio respiro di quanto Lui non faccia da immemore tempo. Vorrei essere fredda, asettica, implacabile.

 

Lui è il mio termine di paragone, il metro delle mie emozioni.

 

È il vento stagionale che torna sempre a spazzare le colline, a frugare gli alberi.

 

Mi impedisce di ragionare, di apprezzare l’odore buono della vita, di ascoltare l’anima di chi mi sta vicino perché sono distratta dalla mia, che bercia istericamente di non amarlo più.

 

Lui è una corda di violino carezzata dall’archetto, il cui suono langue tra le note del segreto Einaudi.

 

È la rugiada che disseta le sementi la mattina presto, ma così poca e leggera da non poterle nutrirle e farle crescere.

 

È il sorriso silenzioso che campeggia nel fondo dei miei occhi quando, seppur ancora distante, lo sento arrivare.

 

È il convulso incontrollabile che mi prende e scuote la mia materia, il riso impacciato e incredulo che risale tremante dal diaframma quando dice teneramente

 

Fortuna che ci sei tu

 

Perché non resti ancora?

 

Ma quand’è che torni?

 

È il mio stare in bilico su una fune di seta legata al nulla, l’avanzare appoggiandomi ad un bastone, è la spinta che mi fa cadere e la mano che mi rialza.

 

Per quanto lo ricacci, indietro e lontano, sta sempre qui e non me ne so liberare mai del tutto.

Lui è la mia malattia genetica, salda al mio organismo, guardiano del mio sangue.

 

È il mio deleterio amore.


Ci riprovo – sessione 2009

E’ di nuovo gennaio e con l’inizio dell’anno avanza l’evento poetico da me prediletto.
Mancano pochi giorni alla chiusura del premio e ho la strizza: quest’anno per metter giù una poesia umana mi ci è voluto uno sforzo immane! Per inciso, non è che mi manchi l’ispirazione o la voglia: di ispirazione ne ho a iosa, dato il momentaccio che sto passando, e la voglia, beh, quella è come l’aria che respiro. Solo che ho troppa roba che ribolle nel mio pentolaccio e stento a mescolarla in maniera pressapoco coordinata…
L’altra sera, dopo aver chiuso baracca e burattini del teatrino internettiano, qualche fumo allucinogeno-poetico mi ha avvolto per bene: ho incastrato, letteralmente, le auricolari nelle orecchie con la suadente voce di Peter Cincotti e son partita a scrivere. Su un foglio di carta vera. Con una Pilot vera. Una poesia vera. Ieri sera l’ho messa a pc e ora la sto per spedire.
Scritta bene è scritta bene, ma ho come l’impressione che manchi di qualcosa. Probabilmente sono io che manco sempre di qualcosa. Fed l’Incompleta. Fed l’Imperfetta.
Che sono Imperfetta lo sapevo già da me, e lo sa pure l’Angelo Custode, che me lo ripete ogni tanto con tutta la dolcezza di cui è capace. Ecco: non è che vorrei essere perfetta [tranne nell’accezione che si riferisce all’esserlo per quella persona che so io e della quale ho deciso di cancellare con la soda caustica ogni traccia (mai stato tanto doloroso, specie se, dopo aver preso questa decisione, lui ricapita a sorriderti nel suo splendore… eh sì, perchè, sul più bello che cerco di dimenticare, lui riprende a comparirmi davanti)], mi basterebbe essere abbastanza a posto per vivere bene in questa vitaccia che ho.

<rileggendo quel che ha scritto>
Ma si può sapere perchè, in ogni discorso che impianto, fosse anche parlare di fotosintesi clorofilliana, finisco sempre con il suo nome sulle labbra? Potessi strapparmele, quelle maledettissime labbra!

Vado a spedire ‘sta benedetta poesia prima di andare in crisi nera e avere miliardi di dubbi su me, su lui, su noi, sul futuro e la Poesia Bastarda che porto dentro…


Se il ginecologo non si sbaglia…

Ormai in quattro mesi, la Ila ha scoperto il sesso del frugoletto che le galleggia nel pancino…

FIMMINA E’!

Lei e Ale hanno deciso di chiamarla Eleonora. Già ne sono innamorata…. 


Ecco il nome della piccola Carciofina…

Amici, non ho poteri sensitivi (ma vorrei), non conosco i portavoce di Jennifer Garner e del Carciofone (ma vorrei), non sono l’impiegata dell’anagrafe di Los Angeles (e non lo vorrei) ma c’ho preso pure stavolta sul nome!

Non tutto in verità, ma in parte. Io che prendo per il thoin la vita, scherzando, c’ho azzeccato due volte su due.

E’ stato reso noto il nome della secondogenita di casa Affleck:

SERAPHINA ROSE ELIZABETH

L’ho scoperto stamatina e mi sono letteralmente spanzata dalle risa: Seraphina? Ma che si son bevuti i genitori prima di decidere? Poi quando ho visto che fa pure Rose di nome allora il divertimento ha lasciato posto allo sconvolgimento. Io dicevo per burla e invece ho detto il vero.
Son turbata…
 


Jennifer Garner mamma per la seconda volta

Ieri sera andavo per cercando informazioni fresche della settimana riguardo Jennifer Garner, incinta di nove mesi, e non ho trovato niente di meglio di qualche foto. Le autorità casalinghe in materia avevan detto Non più di qualche giorno e ci siamo.

Questa mattina la lieta novella: Leslie Sloane-Zelnick, portavoce dell’attrice, annuncia che è nata una bimba! Mamma e tatina stanno bene, babbo entusiasta e figliola felicissima. Lo sentivo io che eravamo in dirittura di arrivo!!!!

Attendo con ansia di sapere quale nome toccherà alla pupetta: già da mesi i due han detto di voler scegliere un nome tradizionale, allontanandosi dai trend hollywodiani che vogliono nomi inusuali (e anche vergognosi, a mio parere) per gli illustri figli. Così tavolta non posso nemmeno scommettere sulla scelta! Spero non la chiamino Rose per far pendant con il nome colorato della primogenita…