Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per dicembre, 2008

Annuncione one one

E’ Natale e l’unica cosa che mi ronza in testa (nonostante gli ettolitri di spumante) è…

LA ILA E’ INCINTA DI 16 SETTIMANE E MEZZO!!!!!!!!

Me l’ha detto iersera e sono andata in brodo di giuggiole come fossi io quella in attesa. Sono da ricovero…


A rieccome…

Ansiogena. Ecco la definizione ideale per la mia persona in questo periodo della vita.
Eh sì che invece dovrei essere feliciosa come non mai ma per una sfilza di ragioni, più o meno futili, sono palpitosamente in apnea…

Tipo l’università: cristo santo! Sto finendo il percorso, mi mancano la tesi e il modulino, a cui sto già lavorando; venerdì prossimo concludo il periodo di stage; il lunedì seguente dovrei (forse) riuscire a dare al mio relatore una parte della tesi e, se divento onnipotente, una seconda trance prima di Natale.
Eppure non sono affatto contenta…

L’amore: ieri ho ricevuto succose notizie "visive" su di lui e dal pomeriggio fino a notte inoltrata, in ogni cosa che ho fatto, in ogni persona che ho incontrato, nella pizza che ho mangiato, pure prima di addormentarmi (dopo le 2, visto che avevo la mente fissa proprio lì), non ho pensato ad altro che a lui.
Me lo rivedevo che sorrideva rilassato come un tempo. Non avevo sue notizie da tanto e ritrovarmelo qui, dentro gli occhi, cambiato e maturato, è stato come infilare le mani nella neve candida depositata fuori dalla porta di casa: non ti aspetti che sia così fredda e il contatto ti stupisce; ne percepisci immediatamente la temperatura sulla pelle, che assume il suo gelo e per qualche momento punge e intorpidisce le mani. Fa quasi male quel suo penetrare sotto l’epidermide…
… ma poi il corpo reagisce, vede la neve per quel che è: fredda, immobile ma pura e fragile, pronta a sciogliersi al tuo calore. Una vampata corre dal centro del corpo fino alle mani, come la tav, e poi torna indietro, decuplicato, irradiandosi in ogni dove, fino alla punta dei capelli. E ti senti come rinascere dal gelo a nuova vita: rianimata dalla vampa, non temi più la neve, ma ne brami ancora il contatto.
Questo è lui per me: neve, bianca e impalpabile, odorosa di nulla, ma di un Nulla che è Tutto.
Lo vedrò, prima o poi, di nuovo, e l’attesa mi lacera dentro.

Gli amici:

  • Padraig è a pezzi, su ogni fronte, e un po’ ogni giorno ci lecchiamo l’uno le ferite dell’altra. Lo dovrei vedere prima di Natale ma incasinati come siamo credo che salterà anche stavolta.
  • Oggi risale la Ila: devo ancora trovare il tempo per crearle la tegola per Natale ed è possibile che la veda già domani. Lavorerò di notte…
  • A fine mese dovrebbe svolgersi il raduno della Compagnia delle Indie Celtiche: ci tengo tantissimo ma si parla una cifra e non ci si è ancora organizzati. Si pensa a Milano per stavolta ma siamo in troppi ad non aver contatti per un posto per la notte. Incrocio tutte le dita che mi ritrovo in giro per il corpo perchè si faccia. Altrimenti si scivola a carnevale o pasqua, da quel che posso immaginare…

A questo punto, spero che scrivere mi abbia liberata di un po’ d’ansia.
Fuggo: mi attende di attraversare tutta la città a piedi e sono in un ritardo pazzesco!
Ecco: sono di fretta e l’ansia abbandonata finora ritorna…