Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per novembre, 2008

Cercando di te…

Si può dire che lo rincorro. Ma lui non c’è. Non c’è mai.
Forse sono io, con la mia presenza, che lo tengo lontano. Vorrei tanto esser qualcun’altro…


Lettera a cuore aperto

Le cose cominciano ad ingranare:

… sul versante università mancano l’ultimo modulo dell’esame di Letteratura latina e la tesi; lo stage prosegue più che bene anche se, didatticamente e mentalmente parlando, quel che imparo è ridicolo e mi servirà poco o niente nella vita. In compenso ho imparato le nazionalità degli autori, dovevo sistemare a scaffale le opere 😛
A Dio piacendo febbraio sarà il mio mese di chiusura di questa via crucis tra esami e delusioni; qualcuno mi placchi se, in futuro, dovesse tornarmi la voglia di entrare in qualche corso di laurea, a meno che non sia diventata la rompiballe insopportabile che passa gli esami con la spavalderia di chi non si fa scalfire da nulla…

… tra sacrifici, crisi economica e difficoltà svariate mi sono fatta finalmente il computer nuovo: un bel laptop degno di stare sulla scrivania senza sembrare un raro pezzo d’antiquariato. Ho aspettato talmente tanto e mi ci sono talmente tanto affezionata che gli ho dato pure il nome, come ad un figliolo: dal momento che per me, pur essendo protofemminista, il pc è masculo, l’ho chiamato Abramo. Fa un po’ strano ma dietro questo nome stanno così tanti significati che nessun altro nome della storia intersecolare e internazionale del nome sarebbe stato tanto appropriato.
Poi vorrei aggiungere al nome pur il numero che mi ossessiona da qualche anno ma fa tanto missione spaziale e non mi pare il caso.

… riguardo alla polvere d’amore che il vento mi sospinge da un viottolo all’altro del cuore, sarebbe meglio aver più fiducia nel futuro piuttosto che crogiolarsi in congetture more solito. Fa un gran male reagire alla situazione che finalmente si smuove, avvicinandosi al probabile “incontro-che-ti-può-cambiare-la-vita” con l’atteggiamento di chi è felicemente convinto di fare un buco nell’acqua. Dati i trascorsi con la persona che occupa i miei pensieri con frequenza maggiore dei miei respiri giornalieri, è concesso aspettarsi indifferenza, che è del tutto meritata, non c’è dubbio. Sono stata la donna iceberg per tutto il tempo in cui posso aver scatenato un qualsivoglia interesse in lui o, piuttosto, sono stata indolente nell’agire, persa com’ero nell’immagine cristallizzata di quel pomeriggio cruciale, con lui che mi sorride, che mi si spalanca addosso con tutta la sua armonia e io che sono un inutile pezzo di ghiaccio di quel freddo dicembre, lì a fissarlo come se non fossi stata padrona del mio corpo e della mia mente. Giuro: mai stata tanto gelida e impacciata in tutta la mia miserrima esistenza! Ed è quello schifo di persona che lui conosce e ricorda! Questo essere infame che gli si è presentato al posto mio quel giorno ha spazzato via tutto il buono che è venuto prima e cancellato sul nascere quel che sarebbe potuto venire dopo. Recuperare gli errori di quel giorno e le patacche fatte in seguito, per quanto positivamente possa ragionare, credo sia molto complicato.
Ecco cosa vorrei: cancellare gli ultimi anni e rifondare almeno l’amicizia. L’amore posso tenerlo dentro, saldo e vivo, ad accompagnare i miei giorni, seppur nella sua incompletezza. Non tutti gli amori possono esser vissuti appieno e il mio è uno di questi. A volte, son sincera, mi sento soffocare per il non poterlo esprimere ma il timore che rivelare sia peggio che tacere mi serra le labbra prima che possa dire più di quanto dovrei. Ciò non toglie che in quei momenti si vede lontano un anno luce che quel non dico è ben diverso da quel provo.
Comunque sia, vada come vada, l’”incontro” ci sarà molto presto: non so bene come prepararmi alla cosa ma forse non prepararsi è la soluzione migliore. Può darsi che le circostanze siano più vantaggiose di quanto potrei mai sperare. Bisogna avere fede nel proprio destino, che talvolta è all’ultimo stadio della bastardaggine, ma ogni tanto ci favorisce (solo ogni tanto però).

… vagando qui e là nei miei “viaggi cosmici” consueti ho incontrato una giovane anima che pare la mia copia ringiovanita (di sicuro però è molto migliore di me, che ormai son prodotto fuori produzione per anzianità). Raro starci così bene insieme: non mi capitava dai bei tempi andati con la “mia sorellina” Cinzia (zucchero, dove sei? Rispondimi ogni tanto!). Chissà che non sia una sintonia passeggera ma si evolva e duri nel tempo ^_^

… last but not least, bisogna segnarlo perché, salvo scherzi del cuore o imprevisti di compatibilità, l’11 ottobre la Ila ha messo il cappio al collo, pardon, al dito di Ale!!! A me si contorce lo stomaco al pensiero del matrimonio (anche se ne avrei pienamente l’età già da qualche era geologica) ma sono stra-felicissima per loro. Bon Tonne, che, a sentirlo, avrebbe dovuto vestirsi da tirolese con capra al seguito, è stato la piena rappresentazione umana del primo pensiero che coglie la gente quando lo vede per la prima volta: piccolino, biondo, con i riccioli che gli ricadono sugli occhi, cosa poteva fare se non il Cherubino dello Sposalizio?
Vista la calda luna di miele in Argentina si attendono nipotini quanto prima. E speriamo che il nome non sia Alessandro anche stavolta (Ila, ci siamo capite io e te, vero?)…

Detto questo, direi che ho sproloquiato come non facevo da tempo. La disabitudine a questa pratica mi ha fatto venire la gola arsa. Per quest’oggi credo sia meglio se mi bevo un bicchiere d’acqua e sto zitta un po’…