Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per agosto, 2007

Quant'è bella la vacanza, che si fugge tuttavia…

Ferie finite in anticipo, studio ripreso in anticipo, date d’esame, guarda un po’, anticipate: sono un po’ fuori dal tempo mi sa.
A proposito di fuori dal tempo…
… caso vuole che a ferragosto finisca in una località di montagna rinomata per il proprio clima, la tranquillità e tutte le smenate del caso e che stia passando per la strada principale quando dall’altro lato del marciapiede scorgo un esponente dell’arte musicale italiana che, alla faccia mia, della fama e della musica, passeggia con la figlia. Riconoscerlo non è affatto un’impresa, dato la capigliatura corvina e riccioluta che gli ricade sulle spalle fino a metà della schiena e il pizzetto che gli adorna il labbro inferiore.
Lo osservo da lontano per almeno una decina di minuti, inframmezzati da una passeggiata lungo la succitata strada principale e dentro ai diversi negozi, tutt’altro che a buon mercato.
Nel momento stesso in cui scordo la sua presenza a pochi metri dalla mia persona, me lo ritrovo davanti, avvolto dall’anonimato peggio simulato che mi sia capitato di vedere. Chiedermi come un artista può pretendere di passare inosservato quando indossa una T-shirt rosa acceso e un cappello bianco a tesa larga con una fascia leopardata, sfoggiando la chioma bruna che da qualche mese lo identifica ( e che mi ha sconvolto non poco al momento della scoperta) è il minimo che il mio cervello annebbiato come la Germania (che quest’anno ho visitato) possa fare.
Non bastasse! Attira pure l’attenzione, puntandomi come fossi una lepre da cacciare, togliendosi gli occhialoni da sole e indicando alla figlia Anna Lou il mio cacopuzzo al guinzaglio…
Segue la mia entrata in una boutique nei pressi, dove (toh! il caso) suo fratello, sua madre (con Yorkshire) e altro parentado stanno chiacchierando con le due donne che lo gestiscono. Ignara, aggancio la madre, apprezzando il suo di quattrozampe…
Pochi istanti dopo, entra lui, senza la figlia. Mi incenerisce per i minuti seguenti con uno sguardo che mi accorgo di non avere mai apprezzato come avrei dovuto. Mi mordo l’anima e penso sia anche una bella persona, oltre che un uomo decente.
Poi se ne va. Qualcuno dei miei azzarda ad una delle due proprietarie di averlo riconosciuto
E’ Morgan quello, vero? Quella fa finta che abbia chiesto dov’è il Sacro Graal Ma sì, è lui ma quella proclama di amare altra musica Mi chieda pure di Bach, Mozart… di Elvis ma di lui non so dirle mica sa.

BUGIARDA!

Ad un certo punto me ne infischio, vedendo che la sua gente è ancora lì e lui è dall’altra parte della vetrina. Mi fissa ancora.
Sua madre intende che il figlio è stato beccato e se ne esce stile tornado per avvertirlo. Lui scompare, la madre torna a recuperare l’altro figlio e la sua compagna. Mi guarda torva e si allontana anche lei.
Per ripicca non ho acquistato neanche un fazzoletto, benché ci fosse stato un vestitino in saldo che avrei potuto prendere.
Con calma mi avvio a mia volta per la stessa strada che ha preso la compagnia ma sono svaniti tra le mura della bella cittadina montana.
Passa tutta la giornata e il giorno a seguire e non posso smettere di chiedermi se le cose non avrebbero potuto andare diversamente.
Al Pat, al quale ho raccontato la storia, sembra che abbia inventato tutto di sana pianta. E invece giuro che è vero: ho incontrato Morgan e me lo sono lasciata sfuggire.

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