Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Camminando in una palude di lacrime – parte prima

Non ho l’animo da crocerossina, la pazienza che mi han fornito alla nascita e che ho incrementato negli anni non è abbastanza e la sensibilità alle disgrazie altrui mi rende qualcosa di troppo apprensivo per coloro a cui posso offrire il mio aiuto. Ci finisco dentro, quasi che il problema fosse mio, e non riesco ad essere d’aiuto come potrei.
Però se un amico, il mio migliore amico, colui che tratto come un fratello, ha bisogno di una mano, e la mia è lì, tesa nella sua direzione.
Accade che questo benedetto amico mio si trovi nei casini con la famiglia, che lo ha sottomesso nel senso letterale della parola, e mi chieda consiglio su come, senza scatenare un putiferio, familiare, fisico e mentale, possa liberarsi da questo peso. Con cautela gli espongo la mia opinione, senza imporgliela, perchè la questione è delicata assai. Saltano fuori elementi del suo passato che non conoscevo, che aveva taciuto per non farmi star male, che dire dolorosi è un eufemismo…
Piano piano percorriamo il cammino insieme verso un’esistenza meno parents-addicted e pare che tutto vada a gonfie vele: i primi successi, un lento progresso, lui si tranquillizza e, anzi, si gasa per la positività che ne deriva dal ‘nostro lavoro’.
Poi uno degli esami di questa sessione va a tarallucci e vino e lui (e io appresso a lui) ripiomba nello sconforto. Ma si prova a risalire e finalmente la fortuna ci sorride. Guadagna un 30 all’esame successivo, martedì scorso, e il sole pare fare capolino all’orizzonte… quando mercoledì gli arriva un’altra mazzata dall’università, sulla quale infieriscono i suoi, che probabilmente quella sera non avevano nessun reality da vedere…
Ne consegue che lui torna a studiare come un deficiente, perchè i genitori glielo hanno in pratica ordinato, e al mio Riposati un po’ prima di riammazzarti di studio questo quasi se la piglia con me.
Seguono due giorni di incazzamento totale, pochissimi contatti e un principio di litigata. E’ la colpa ricade quasi totalmente sulla sottoscritta, incriminata da non aver mai capito niente, di aver frainteso le sue parole e i suoi gesti…

Detto questo mi viene da mandare lui e gli altri amici che ho al pascolo a farsi vicendevolmente compagnia…

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4 Risposte

  1. anonimo

    Cara Fedi, la scrittora, andata bene la tua estate?
    Qui tutto “abbastanza” regolare, ma devo rifarmi: sono stata praticamente sempre a casa….

    domenica, 27 agosto 2006 alle @ 19:15

  2. anonimo

    Cara Fedi, la scrittora, andata bene la tua estate?
    Qui tutto “abbastanza” regolare, ma devo rifarmi: sono stata praticamente sempre a casa….

    domenica, 27 agosto 2006 alle @ 19:15

  3. Non conviene fare le crocerossine. Io l’ho fatto spesso e mi è andata malissimo. Nella migliore delle ipotesi, appena guariscono, amici o più che amici, se la svignano: non hanno più bisogno! E grazie tante…

    martedì, 29 agosto 2006 alle @ 22:59

  4. Non conviene fare le crocerossine. Io l’ho fatto spesso e mi è andata malissimo. Nella migliore delle ipotesi, appena guariscono, amici o più che amici, se la svignano: non hanno più bisogno! E grazie tante…

    martedì, 29 agosto 2006 alle @ 22:59

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