Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per febbraio, 2006

Sessione esami

Fughina veloce dopo aver sostenuto l’esame di Letteratura Italiana – Mattone I…
Cribbio! Credevo di morire sulla seggiola… mi sono fatta un tale mazzo su Dante che se non lo passavo ero pronta a compiere un duplice profficidio con contorno di assistente! Mi sono un pochetto impantanata con Boccaccio (diciamocelo: chi non s’appisola a leggere il Decameron?), anzi, posso asserire di essermi quasi rifiutata di parlarne al prof, che era seriamente tentato di scagliare i due volumi dell’opera monografica dritti dritti nei miei cianotici occhioni di brava universitaria… ma non l’ha fatto, anche perchè avrei schivato i due librotti prima che potessero colpirmi…e sarei stata colpevole di aver accecato la tipa che mi sedeva dietro, ascoltando il monte di castronerie che stavo propinando all’esaminatore, da tutti ribattezzato
Il Babbuino…
Se il momento Boccaccio non ha fruttato un granchè (mea culpa), con Dante ho fatto furore: Fortuna vuole che l’assistente mi chieda il canto XIII dell’Inferno (guai a chi fa commenti a riguardo…), che ho ripassato proprio ieri sera: ho preso un respirone e via a sciorinar informazioni, quasi fregandomene del tipo, che, povero, dopo 3 minuti che parlavo quasi in apnea, si chiedeva se fossi stata colta da passione ardente per l’illustre fiorentino (non ci sono parole per descrivere l’odio che gli porto: a prova di ciò vi basti sapere che ho invano tentato di incendiare la sua pietrosa dimora eterna) o avessi esperienze di prima mano da qualcuno di mia conoscenza che ivi alberga… lasciandolo nel dubbio, son andata avanti.
Tutto soddisfatto di avere davanti una sostenitrice della Commedia, passa a domandare altri argomenti del corposo programma, e tra i gloriosi letterati e le virtuose righe che la bella Italia ha lasciato vivere invece di fare un bel falò in piazza a tempo debito, gli balza in mente il caro Alberti: niente di meglio per la sottoscritta, che riparte a disquisire, di nuovo, in apnea (son troppo nervosa… troppo…un giorno o l’altro resto secca…) delle opere latine e di quelle in volgare… due paroline sull’Umanesimo… il Certame Coronario… l’assistente gode della spiegazione come una quaglia, ammucchendosi sulla seggiola con fare interessato e coinvolto… io pure che sono su di giri per una volta che le cose le so bene e posso esprimerle senza essere interrotta di continuo… son talmente appagata dal fare dell’assistente che ho pure il tempo di accorgermi che è carino, con o senza gli occhiali… ha degli occhi neri davvero profondi… cazzarola! E’ sul serio un bel tipino… e qui casca l’asino: mi son persa a guardarlo e ho iniziato a dire di nuovo cretinate. Ma in qualche modo riesco a salvarmi il thoin prima di mandare tutto l’esame fatto con lui a cerbottane.
Dopo il recupero delle mie facoltà e dell’interrogazione, ho avuto l’impressione che abbia inteso cosa macinavo nel cervello finchè parlavo poco prima e mi sorride… no… direi che ha riso, teneramente ma l’ha fatto, ottenendo di farmi diventare paonazza per il resto del tempo in cui sono stata in sala ad ascoltare i miei colleghi d’esame…
In breve mi son messa in tasca un 24… magari se non facevo la ritrosa su Boccaccio qualche punticino in più lo prendevo. Fa niente… son talmente felice di essermi tolta ‘sto programma dalla scaletta che fosse stato anche un 18 avrei brindato…
…a proposito: devo passare al Pam a prendere una bottiglietta per stasera e qualcosa per il ritrovo di domani sera a casa della FraM: una ragazza del call center dove lavoro, tale Ellen, se ne va a vivere a London e per un po’ starà fuori dal giro. Peccato! Proprio adesso che avevamo stabilito un rapporto…. gnè!
Certo che sono la jella fatta a persona io! In compenso, pare che la FraM sia riuscita a convincere Tino, il mio collega prediletto, a raggiungerci, almeno per una pizza in compagnia… così domani ho qualcuno da strapazzare!
Maro’… sono cottissima e devo ancora pranzare… in verità non ho molta fame, lo stress da esame m’ha azzerato pure l’appetito.
Meglio che vada a prendermi una boccata d’aria, che non ingrassa, mantiene bella la pelle e ossigena il cervello…

… così poi, magari, trovo la forza di fiondarmi in biblio a racogliere materiale per il prossimo esame (non c’ho mica tanta voglia però…).

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Ultime sulla Fed

Lunedì 13, secondo la mia agenda, avrei dovuto avere l’esame di Storia e critica cinematografia, una cosina carina e sufficientemente easy che mi entusiasmava parecchio. Avrei.
Sicchè ho studiato, studiato, mi son macinata 4 capitoli di regia in un giorno e mezzo, sono andata forte. Nella full immersion tra Griffith e Spielberg son pure riuscita ad inserirci la preparazione alla presentazione di un volume di storia… poi venerdì notte comincio a star male.
Ho lo stomaco che pare fatto di marmo, mi prendo un buscopan, sto tranquilla. Mo’ passa…
COL CAVOLO! Sabato mattina do’ l’anima sul lavandino del bagno e per due giorni languisco a letto con la febbre a 38° periodici…
Lunedì niente esame, troppo debole per raggiungere l’università. Esco per la prima volta solo martedì per pagare la retta dell’uni prima che mi appioppino la mora. Sono un cencio pure oggi. Domani non ho avrò nemmemo il tempo di accorgermi di essere a questo mondo: mattina studio, pomeriggio ore 15.30 estetista, ore 16.30 parrucco, ore 18 unghie con mammà (2h di lavoro…), e sabato conferenza sul volume di storia sopracitato. Io, nello stato in cui sono, non so mica se c’arrivo…


Tutto di corsa…

Non sono svanita (dato che farmi sparire sarebbe un’impresa…) e men che meno mi è passata per l’anticamera del cervello di chiudere questo mio angolo privato di sproloquio auto-autorizzato.
Sono presissima dallo studio, tanto che lunedì mi son decisa a dare letteratura italiana I, un mattonazzo che ho sempre lasciato indietro in attesa di tempi migliori.
Per le prossime settimane passerò fugacemnte a dare un saluto e non garantisco nemmeno quello. E’ che c’ho un periodaccio… non ho tempo per niente oltre a ciò che son costretta a compiere. Mannaggia!

Un abbraccio a tutta la buona gente che, nonostante sia assente, passa a lasciarmi una riga. Vi voglio bene…