Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per novembre, 2005

Imbucata in rete dalla postazione di lavoro – sesta volta

In ufficio gira uno strano di virus che causa tosse, raffreddore e dolori alle ossa. Della bancata con cui lavoro starnutiamo in 5 su 8…
… avendo fatto da poco il vaccino (che bua al braccino! Mannaggia alla doc che m’ha centrato un capillare!) e non essendo ancora coperta c’ho un po’ di strizza di buscarmi qualcosa. Già son dovuta mancare dal lavoro il pomeriggio del vaccino e non ho potuto fare manco un’ora di straordinario questa settimana, se m’ammalo me la vedo brutta.
E intanto la camera nuova e il pc si allontanano sempre più…

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Imbucata in rete dalla postazione di lavoro – quinta volta

Non ho dimenticato di segnalare che domenica il nostro amatissimo Michael Vartan (che mia sorella vorrebbe sposare quanto prima…) ha spento 37 candeline (ancora qualche anno e poi le luminarie sulla torta costeranno più della pannosa cibaria…). Ci mancherebbe che lo scordassi… domenica mattina mi sono svegliata intonando Happy Birthday to youuu al contrario della mia consanguinea che aveva resettato l’appuntamento dal suo calendario mentale e mi guardava come a dire Manca ancora un po’ al mio compleanno

Tra parentesi, venerdì abbiam fatto di nuovo sbatapumfete con l’auto di mammà: le ruote non han tenuto sulla discesa bagnata e siamo andate lissie lissie addosso alla macchina davanti… che piacere! Pareva di pattinare sul ghiaccio… peccato però: nessun morto e manco un ferito…


Imbucata in rete dalla postazione di lavoro – quarta volta

Come ha detto il Pad’ ieri sera son state Lacrime lacrime lacrime
Si è conclusa l’undicesima stagione del chirurgichissimo e sanguinolento ER – Medici in prima linea e il dr. Carter ha mollato la carovana con mio sommo dispiacere. Undici anni che me lo vedo (e me lo gusto) e ora basta… chiuso… quello se n’è partito con Kem la sfascia-rapporti franco-congolese… manco quando Clooney se n’è andato m’è dispiaciuto così tanto. Mi sento un tantino orfana e decisamente più ipocondriaca ora…
Ho piagnucolato per mezza serata anche se non nei termini che avevo preventivato: m’aspettavo un addio strappa-anima, già mi vedevo con la mano tesa a tentare di ghermire l’immagine del bell’americano con gli occhi traboccanti di calde lacrime, disperatiella quasi come è morto Mark (ancora mi spacco in due a rileggere la lettera di addio che ha scritto!). Direi che è andata meglio del previsto… magari mi renderò conto solo a settembre 2007, con la dodicesima stagione che lui non c’è più…
… certo però che non è stato il solito finale al cardiopalma: Sam che si perde il figlio, Pratt che cerca suo padre (?), Susan che mestamente s’attacca al tram dopo aversi visto fumare la promozione… non mi è piaciuto. E’ sparita pure la dottoressa Chen e non si come e perchè…
Non sarà che mi sta andando in calando anche ‘sto telefilm?


Imbucata in rete dalla postazione di lavoro – terza volta

Sabato pomeriggio mi son concessa un giretto per le piazze della mia città e mi son scoperta ad odiarla profondamente: troppo piccola, troppo tappezzata di ricordi e brutti pensieri, troppo vissuta sulla mia pelle per cercare un modo di reinventarla. Quel che potevo carpire da essa l’ho già avuto. Ogni respiro, ogni attimo, ogni passo mosso in una direzione qualsiasi, senza pensarci su troppo, è già in me, nella mia memoria e nei miei piedi.
Vorrei tanto recuperare lo stato primordiale di amicizia e affetto che mi legava a questa città, la dimensione infantile in cui il solo nominarla mi rendeva felice, in armonia con me stessa in attesa che potessi raggiungere questi luoghi, lasciar penetrare in me i suoi odori e i suoi suoni.
Entrambe siamo cambiate ma tra le due quella che ha subito il mutamento maggiore sono io.
Sono diventata grande, una donna, non m’accontento più di quel può darmi. Voglio di più.
Così mi ritrovo tra i mercatini natalizi a cercare invano quel qualcosa che sento di aver perduto e che ho la piena di conoscenza di aver lasciato in un luogo che non è mio, non lo è mai stato se non per un breve istante.
E’ questo che mi duole dentro: in un solo battito di cuore ho perso me, la mia città e quella piccola ma rassicurante sensazione di fuga che questa piazza mi regalava. Nemmeno l’amata evasione alla libreria che amo sopra ogni altra cosa mi salva dal malessere che m’è preso in questi giorni.
Sono perduta nel mio piccolo mondo e mi sento liquefare nei profumi della mia vita.


Resoconto della prima settimana di lavoro

Son bastate un paio d’ore in più di nanna e la coscienza di non dover lavorare (almeno per oggi) di sabato che mi son ripresa. Probabilmente mi sono caricata di energie in surplus, credendo di trovarmi in una situazione ben più dura e complicata di quella in cui relamente sono e ho ben affrontato la settimana lavorativa al punto tale da valutare l’idea di andare anche questo pomeriggio in ufficio…
… il fatto è che da noi non si chiude manco di domenica! C’è un tale giro di centraliniste e addetti all’elaborazione dati che il lavoro non ci manca. Ma io, onestamente, non ho l’intenzione di bruciarmi la domenica al lavoro: ho una vita sociale che viaggia sul piatto ultimamente ma non così morta dal riempirla davanti al pc in ufficio! E che cavolo!
Comunque sia, un mezzo pensiero sul sabato pomeriggio lavorativo lo sto facendo… non diventerò ricca ma ci provo…

A tal proposito iersera sono andata ad un altro colloquio di lavoro: la disperazione e la precarietà della cosa mi ha fatto convinto nello stesso istante in cui ho salutato il principale a darmela a gambe appena possibile. Ecco: sono al verde e si sa… sto cercando di mettere da parte qualche dindino e anche questo era noto ma non lavoro la sera per meno di 2 euri l’ora! Così non faccio manco finta di arrotondare lo stipendio base… ma c’ho la faccia da 2 euri io?


Imbucata in rete dalla postazione di lavoro – seconda volta

Mica semplice far quadrare tutto… mi sento dentro una specie particolare di caos che viaggia verso una direzione che lui sa ma a me è sconosciuta.
Mi manca Pad’… ha iniziato lunedì il periodo di propedeutica in corsia… lo invidio ma cerco di non farci caso (le scelte che facciamo ci si rivoltano sempre contro, in qualche modo). Lo sento pochissimo e raramente… ci sto male come una ragazzina trasferita in un’altro stato, lontana dalle sue amicizie…


Imbucata in rete dalla postazione di lavoro – prima volta

Lo so che non dovrei farlo, che se il capo mi pesca sono morta ancora prima di prendere il primo salario ma di secondo nome faccio ‘rischio’ quindi…
… due paroline sul nuovo lavoro: sto bene. Non pagano un granchè ma la retta e qualche altra spesuccia riesco a coprirla per febbraio. Devo risparmiare per acquistare il pc nuovo e riammodernare la camera!
Meglio che chiuda… uno dei capi continua a passare avanti e indietro… sta istruendo una nuova centralinista…