Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per ottobre, 2005

ONE EVENING

The evening was long my guesses were true you saw me see you

That something you said the timing was right the pleasure was mine
The time and the place the look on your face sincerest eyes

If you’re ready or not the state of our hearts there’s no time to take


When we started both brokenhearted

Not believing it could begin and end in one evening

We were caught by the light held on the day

Till it became hours the minutes went by

The cab is outside there’s no time to take

When we parted moving on

And believing it could begin and end in one evening

When we started both brokenhearted

Not believing it could begin and end in one evening

When we parted moving on

And believing it could begin and end in one evening

Feist


Blog Birthday – year one

Incredibile ma vero, un anno fa non ci avrei scommesso un nichelino, arrivare al traguardo dei 365 giorni tutta intera, ancora con la voglia di mettermi in gioco per quella che sono e invece ci sono ancora, pronta sempre a spettegolarmi addosso tra un sospirone e l’altro.
E meno male, dico io…

BUON COMPLEANNO COMPAGNO DI STRADA!


Firma la petizione per salvare ALIAS

Popolo di ALIAS, amatori della spia in gonnella, innamorate perse del Monoespressivo (leggi Michael Vartan), psichiatri impegnati nell’analisi del rapporto padre uxoricida – figlia ossessionata, UNITEVI!
Si chiede il vostro impegno a favore del telefilm che ha cambiato la visione mediatica sull’intelligence americana: è in corso una campagna dal titolo Salviamo ALIAS dalla morte per farsì che i produttori e l’ABC non concludano la storia di Sydney, la spia americana con tutti i possibili traumi fisico-morali che una persona possa avere la scarogna di beccarsi nella sua misera vita di doppiogiochista, con la quinta serie.
Ora, direte voi, di che vi lamentate? Son 5 anni che vi sorbite ‘sta sfilza di missioni, non vi siete stufati? E noi in coro vi urleremo NO!
Perchè ogni episodio è diverso, denso di climax e azione, seppur restando fedele ad una trama-base che si dipana con maestria nel tempo e non rinunceremo a continuare a seguire con interesse in quali casini si mette la nostra eroina, fosse anche solo per vederla a casa a sferruzzare abitini verde militare per la bimba che aspetta nell’ultima stagione!
Vogliamo ancora rimanere incollati con il naso alla tele per ogni bacetto con Vaughn (che poi non è Vaughn), per ogni scazzottata con la madre (che dovrebbe essere morta già due volte), per gli aggeggi assurdi di Marshall (e non sempre funziona…), per tutte le volte che Sloane si è redento e poi ci ha ripensato (che sia un pochetto schizzofrenico il tipo?), per tutti i parenti che Syd non sapeva di avere ma che, nel momento di caos più totale, vengono a complicarti l’esistenza (vedi una sorella che, secondo la profezia, la manderà al Creatore [quando si dice l’amore fraterno…]; Zia1, allergica al cioccolato [ma come si fa?], che tenta di incastonare una pallottola nella testolina santa della nipote; Zia2 che ha scelto come missione nella vita di cancellare qualche miliardo di persone con la magia di una sfera rossa [la Maga Auronza de noialtri]…) ed infine per quel gran bell’uomo di Milo Rambaldi, che da 500 anni scassa gli attributi con le sue dichiarazioni scottanti… no dico: ci volete togliere tutto questo?
So che sarete comprensivi e ci aiuterete… pertanto l’url delle meraviglie sta qui sotto. Fatece sogna’!

http://www.petitiononline.com/aliasf05/petition-sign.html

Se poi vi avanza qualche spicciolo e non sapete come impegnarlo, si accettano, come al solito, donazioni al fondo Se c’avessi i soldi partirei per gli USA
Grazie a chi vorrà sostenere questa campagna.


The man with the child in his eyes

He’s here! He’s here! He’s here! He’s here!

I hear him before I go to sleep and focus on the day that’s been
I realise he’s there when I turn the light off and turn over

Nobody knows about my man they think he’s lost on some horizon
And suddenly I find myself listening to a man I’ve never known before
Telling me about the sea all his love ‘til eternity

Ooh he’s here again the man with the child in his eyes
Ooh he’s here again the man with the child in his eyes

He’s very understanding and he’s so aware of all my situations
And when I stay up late he’s always waiting but I feel him hesitate

Oh I’m so worried about my love they say no no it won’t last forever
And here I am again my girl wondering what on Earth I’m doing here
Maybe he doesn’t love me I just took a trip on my love for him

Ooh he’s here again the man with the child in his eyes
Ooh he’s here again the man with the child in his eyes

Kate Bush


 

 

Ecco come tre donne in carriera (leggi Fra, my sister and I hanno passano il pomeriggio di ieri…

… devo dire che è stato un ottimo modo per sorbire l’astinenza da ALIAS… e la Lopez (se fosse tenuta il Carciofone!) non ha lavorato male…

 

 


Anno (accademico) nuovo… vita nuova

Ora che ho detto quello che mi pesava da ieri sullo stomaco mi sento molto meglio…
… talmente meglio che ho rifatto la messa in piega al blog…
E per la gioia dell’amica xx-maria, mia e di molti altri finalmente le due colonne sono tornate in pari! Nessuno si sogni di chiedermi come abbia fatto visto il fatto che pure per la sottoscritta è cosa ignota…


Ritorno amaro

Me ne stavo ferma sulla pensilina stamane a ragionare sulla soffrenza umana intesa come dolore psichico: esiste una ragione plausibile per cui, alcune persone più di altre, accolgono su di sé ingenti quantità di questa ‘sostanza’ nociva? Sono forse maggiormente predisposti a farsi ricettori del male che scalfisce l’anima senza ferite apparenti?
Ad essere onesti la cosa è tutt’altro che chiara… ho creduto (e forse ancor’oggi lo faccio) che il patimento del cuore sceglie chi è in grado di sopportarlo. Eppure non può bastare una misera teoria a giustificare questo strafogare nel malessere psicologico. Ma allora perchè accidentaccio si soffre?

La questione non si pone a caso nei miei pensieri mattutini: ci sono avvenimenti che, in barba al mio spasmodico aggrapparmi al buono della mia vita, continuano e perseverano a condurmi verso il fondo. E non è per il fatto che stenta a passarmi la scuffia per l’uomo della mia vita, né per l’essere stata talmente cieca da non rendermi conto che qualcosa nel mio amico stava cambiando. Sono macigni da digerire e li digerirò, con calma. Sono le liti, gli insulti, i fraintendimenti che fioccano come funghi dopo la pioggia autunnale che mi trascinano nel baratro. Altro che una bufera improvvisa in una giornata di sole! Questo è cento volte peggio!
Come si fa a prepararsi per una sfuriata se la persona che hai davanti è stata tutto un miele fino a due minuti prima?
Come posso sorvolare e starmene buona buona a prender vangate in piena faccia?
No dico: ma chi cavolo me lo fa fare?
Fortuna che ci vuole ben altro per farmi mordere la polvere!