Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

A mali estremi…

Ok. Per quest’oggi mi sconnetterò l’udito e la visione prima di farmi male di nuovo. Due settimane di seguito a contorcermi in una malattia che io stessa provoco proprio non le reggo.
Da pessimista gioiosa quale sono non mi lascio spaventare dalle avversità e dai burroni che tentano di sbarrarmi il cammino: li affronto, li combatto e li sconfiggo. Sempre.

Ora stringi fra le mani le tue lame stanche
E ricorda che la fine è la più importante
Tutto ciò che hai sempre amato giace in una fossa
Che han scavato le tue stesse ossa

Fra le alghe c’è un eroe che si sente giù
Era uso arrendersi non si arrende più
Ogni alba avrà anche un po’ di morte dentro sè
Niente può minare me e te

Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto quando cadi

Fatto sfatto disperato quanto bello sei
Se vuoi indietro la tua vita devi anche tradire
Non lasciar che il tuo percorso ti divori il ventre
E’ la fine quella più importante

Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto se precipiti
Sii perfetto quando cadi

(E’ la fine la più importante – Afterhours, Ballate per piccole iene)

Ho già da smaltire il dubbio che gli Afterhours siano passati a suonare dalle mie parti di recente… l’eventualità che in loro compagnia ci sia stato pure Mao, che, attraverso amici suoi che ci lavorano insieme, ha potuto conoscerli quando ancora il panorama musicale non sapeva chi fossero… l’ipotesi che, per quante volte entrerò alla Ricordi, non riuscirò a raggiungere la casa con il cd degli After in mano… c’ho già troppi casini in piedi per crearmene degli altri. Perciò quest’oggi farò la brava, starò allegra, chiamerò il Padraig, che mi tira sempre su, la Ila, che mi aggiorna sulle sue vicende sentimentali all’ospedale, e, se mi avanzano dindini, vado pure a farmi un frappè liquirizia e caffè, così divento tutta ciccia e brufoli, squattrinata e soddisfatta!

A proposito di dindini…
… quei quattro euri che ho risparmiato dal darmi alle spese pazze di primavera, dall’acquisto di libri e riviste specializzate e che non sono finiti sul conto Un pc nuovo per la povera Fed, dove potevo spederli se non sul terzo cofano di ALIAS?
Premetto che stavolta non ho corrotto nessun addetto di nessun negozio, non finto compleanni che in realtà erano mezzi onomastici e, men che meno, mi sono data alla ricerca per ogni singolo negozio di DVD del comprensorio. Nulla di tutto ciò. L’ordinato ieri via web alla società che lo distribuisce a noi poveri ossessi di spionaggio…
Dovrebbe arrivare per il secondo weekend di giugno, salvo intoppi. Aaaaaah non vedo l’ora! Anche se ho praticamente consumato i VHS delle puntate della terza serie che ho potuto registrare, c’è sempre il problema che mi mancano gli ultimi quattro episodi, che ho visto una volta soltanto e che quindi nella mia capientissima memoria sono… come dire… andati a farsi benedire…

Spostandoci sull’ambito fedel-casalingo, con nonnina siamo alle solite: aridaje con le punture…
Da circa una decina di gg la mia manina santa, leggera come una piuma, soave come una brezza primaverile, decisa come una mandria di bufali in corsa, si deve adoperare per siringare le ciapet alla vecchia, che si lagna 730gg su 365 di essere dolorante in ogni possibile e impossibile punto corporeo, salvo partirsene alle 5 del pomeriggio con il fuoristrada (perchè nonnina, quand’è stato tempo di cambiar auto, non ha voluto un’utilitaria, come tutti gli over 75 del mondo… no, ha voluto la jeep…) e andare in montagna a funghi…
Comunque sia, siamo alle solite: lei, sana come un pesce, traboccante da ogni poro di ricostituenti chimici e omeopatici, integratori alimentari, fermenti lattici e quant’altro, che rompe al medico al punto da convincerlo che le punture le servono per tirarsi su, tu che dapprima cerco di dissuaderla a farsi traforare il didietro, lei che si stravacca sulla sedia quasi che ci si sciogliesse sopra, ti fa l’occhio smorto, spalanca la bocca, fingendo di esalare gli ultimi respiri, il nonno che ti guarda come a dire Che infame che sei! Non vedi che ha bisogno di cure?, tu che cominci ad avere dei dubbi, poi ti viene un’illuminazione, le dici Ok… fàmose ‘sta puntura…, la prepari, celando i tuoi veri scopi, sapendo che tutta ‘sta botta di chimico prima o poi le farà un gran male, prendi la ricorsa, le buchi la chiappotta cellulitosa, lei che sobbalza, quasi urlando in dialetto stretto Non ti ho neanche sentito!, tu che spingi lo stantuffo fino a metà siringa (e l’altra metà la spari sulla pianta sopra il tavolo più vicino, prima che quella s’accorga delle tue menate) ed estrai, strofinando vigorosamente con il cotone idrofilo nel punto in cui la siringa ha forato la pelle…
… uno stratagemma che regolarmente metti in atto quando sai che lei esagera…
… è il bello è che due giorni dopo che le trapani il gluteo cicciottoso, te la ritrovi arzillotta e allegra a proclamare ai quattro venti che ora sta meglio, che le punture le fanno effetto (dopo 2gg di mezzi contenuti?), che meno male che ci sei tu, sennò chi gliele fa? (e tutte le volte che va al consultorio di nascosto a farsele fare allora?), salvo, a distanza di 30 secondi, tornare a lamentarsi di dolori incontenibili ovunque, tanto che quasi non si regge in piedi, e ti ritorna moribonda la vecchia…
Altro che mutazioni genetiche! Mia nonna, in realtà, è Smeagol!

Tra le altre cose, oggi, per come la so io, è S. Fabio… per cui felice onomastico a quei 4850 (come le cose in comune di Silvestri) di mia conoscenza e a tutti gli altri Fabio, Fabietto, Fabino, Fabiuccolo sparsi per l’universo, oggi e nel passato…

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