Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Tragedy Days

L’ultimo post porta la data del mio compleanno e da allora è successo un mezzo patatrak…
Ma andiamo con ordine e stringatezza…

14 aprile
Torno a casa ordinariamente stravolta dalla lunga, intensa e dura vita universitaria, trascinandomi appresso la bag traboccante di libri per la maggior parte insulsi che nessuno leggerà mai tranne noi poveri studenti che dobbiamo fare il mazzo su argomenti che, al fine lavorativo del domani, non ci serviranno a nulla e, anzi, occuperanno spazio nel magazzino del cervello, rubandolo a qualcos’altro che, probabilemnte, ci sarebbe stato più utile.
Baci, abbracci e auguri vaganti da chiunque mi incroci sulla sua strada.
Festicciola ristretta alla famiglia a base di paste, avendo rimandato il mega party a domenica sera.
Alle 23.30 di filato a nanna, contenta di esser sopravvissuta a questa giornata.

15 aprile
Confermazione di mia sorella, dove io partecipo come madrina con sommo godimento di tutti: dei miei che ora mi chiamano Comare anzichè con il mio nome; dei parenti vicini e lontani, che hanno evitato di accollarsi la briga di sorbirsi riunioni preparatorie, vestizioni particolari e pomeriggi in gioielleria per scegliere un vistosissimo girocollo d’oro (cavo)…
Omelia del vescovo con funzione illuminante nella cecità che mi piglia ogni tanto
Serata in pizzeria (avendo terminato ad un orario a dir poco osceno), rimandando al pranzo di domenica la festa con i parenti. In compenso vengono scattate almeno 52 foto digitali nelle posizioni più ardite (mi mancava quella sotto il tavolo ma mi pareva troppo audace)…

16 aprile
Pomeriggio tranquillo in giro per la città in barba al diluvio universale
Tentativo di shopping selvaggio interrotto dalla coscienza che gli euri necessari all’intento non erano quelli che stavano nel mio borsellino…
Fuga di un’ora e mezza alla libreria preferita (con la scusa che intanto la pioggia cessa…), dove, nuovamente, mi limito nello spendere e spandere pecunia: esco con solo due libri in saccoccia…

  

 

     Il Templare di Jan Guillou

 

Il Santo Graal di Michael Baignet, Richard Leigh, Henry Lincoln  

 

… per un totale di 13.70€.
Libri in mano, non vedo più nulla e nessuno, già persa a leggerli con ancora in mano il resto di 15€ che a momenti mi cadono a terra…

17 aprile
Da programma mi attendeva:
– Pranzo con i parenti
– Mega party Hollywoodiano di compleanno
In realtà il pranzo è saltato per cause di forza maggiori (ce ne siamo dimenticati…), slittando ad una non ben precisata data (Natale insomma…) perduta nell’immensità del Calendario di Frate Indovino…
Così, bella pimpante, mi preparo alla serata che mi aspetta standomene spaparanzata sul divano per un un po’, un paio d’ore di lavoro al pc e un giretto fuori per ingannare il tempo.
Al che mi dico che è una palla micidiale stare in panciolle fino a sera e mi frulla di mimare un incontro di kick boxing nel bel mezzo del salotto.
Scelgo come fighting location la zona che, attraverso il soggiorno, collega le due stanze adiacenti. Un’area tranquilla, tappettata, libera da mobili e, soprattutto, al riparo da sguardi indiscreti che potrebbero essermi rivolti nel momento di un’eventuale caduta… e meno male dico io, perchè due minuti più tardi crollo come una pera coscia a terra, scivolando sul fottutissimo tappeto che avevo sotto i piedi, imprecando in ottomano per il dolore.
Dal rumorino sconosciuto del mio ginocchio comprendo di aver fatto un guaio non rimediabile con una botta di pomata tipo Lasonil, Fastum Gel, Dolinac, MuscoRil, Artrosilene et affini (un antidolorifico – antistrappo – anticontusione – antiMadonnachedolore – antiTeLo AvevoDettoIoCheSeiFuoriEsercizio).
Zoppicando peggio che Capitan Uncino raggiungo il divano e con tutto il sangue freddo che mi ritrovo comincio a tastare l’arto compromesso per fare una rapida analisi della situazione:
– Il menisco dovrebbe essere salvo… (lo è, per botta di ciapet!)
– Le ossa sono tutte integre… (la gamba ancora muovo, altrimenti morirei di dolore…)
Piego il ginocchio ma questo pende da un lato come se qualcosa si fosse spezzato…  
Preoccupata a dir poco, mi metto a massaggiare come una dannata, respirando profondamente, dicendomi con convinzione
Non è nulla… Non è nulla… Tu stai bene…
Massaggiando sento una massa non identificata dove non dovrebbe esserci. Disperata ‘corro’ (si fa per dire…) a dare la notizia a mammina… ometto la ramanzina rivoltami sul fatto che quella volta non mi ha fatto di plastica, che la devo piantare di fare la scalmanata, che il tempo delle scemenze è finito da parecchio, che alla mia età (3 giorni dopo il compleanno già mi rimarca gli anni che ho! Sigh!) potrei essere madre e che esempio darei ai miei figli a comportarmi così (e io intanto penso Tze! Hai voglia!).
Risultato: telefonatina alla Clem Clem, la 79enne che ti frantuma, la quale ordina subito impacchi di acqua salata ed aceto e boule (che schifo! Mi son sentita come un cipollina boretana della Peperlizia!) in attesa di vederci l’indomani.

18 aprile
Incapace di camminare senza appoggio, anzichè andarmene beata alla pensilina, mi ritrovo in anticamera dalla Massaggiatrice Pazza, che mezzora dopo mi rimescola le fasce muscolari spostate (tutto ‘sto dolore per due muscoletti fuori sede?!), lasciandomi il marchio di fabbrica: due strisce bluastre sul retro del ginocchio.
Mi mette sotto impacco puzzolente per almeno una settimana Una settimana? le ripeto, strabuzzando gli occhioni Una settimana, tutte le sere, con la boule dell’acqua calda. Poi ti massaggi con l’arnica e vai a letto. Cerco di reclamare Ma puzza tantissimo! Al che mi guarda tutta tronfia e mi fa Se non facessi la stupidina alla tua età… manco fossi Matusalemme! E poi, per natura, sono un elastico: mi metto ancora il piede in bocca volendo!
Alla fine cedo ai rimedi della nonna e torno a casa a fare gli impacchi…

19 – 23 aprile
Per velocizzare il passaggio della settimana acetosa, aumento a due gli impacchi giornalieri.
I risultati non tardano fortunatamente e venerdì 22 la Clem Clem si congratula con la sottoscritta per gli effetti ottenuti. Il muscolo vagante, dopo l’aceto, l’arnica e i massaggi, pare abbia intenzione di tornare a posto. Se non altro cammino, zoppa, ma cammino.

24 aprile
Recupero di una notte insonne stesa sul divano del soggiorno. Non dormo per niente, catturata dal Gran Premio di San Marino che l’Orso Bruno sta vedendo alla tele. Mi dico di continuo Appena sorpassa Button chiudo gli occhi e dormo… ma continuo a guardare. Mi distraggo un attimo per strofinarmi gli occhi di sonno e in quel momento il Sior Ciumacher sorpassa il Jenson… me lo sono persa… l’Orso esclama a gran voce che è stato spettacolare… io non ho visto niente… Così guardo ancora un po’, sussurrandomi all’orecchio Appena passa Alonso dormo… tanto di laps ne mancano ancora!… ma Alonso non l’ha mai superato…
Alle quattro meno un quarto mi levo dal divano senza aver dormito per prepararmi ad uscire. Parto ovviamente in ritardo come al solito ma arrivo a destinazione prima che la Fra sia sul posto. Ostentando una camminata ancheggiante, passiamo dalla gelateria – creperia – caffetterra in piazza e poi andiamo al cinema in compagnia di suo fratello. Dopo una settimana di infermità parziale relegata in casa (troppa sofferenza fare le scale per uscire…) vedere Be Cool è stato un toccasana!

26 aprile
Ritorno insperato all’uni, dopo 11 giorni di ferie imposte. Al ritorno mi rendo conto che starmene in ferie era decisamente meglio…

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