Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Archivio per aprile, 2005

Dettaglio del giorno

Sembra un giorno come gli altri ma di simile non c’ha niente!
Siamo al 27 del mese quarto dell’anno e oggi il Padraig fa gli anni…
… da circa 11 ore sono qui che mi chiedo se chiamarlo o mandargli un sms…
… se lo chiamo è capace di invitarmi a cena da lui (no! a cena no!)…
… se non lo chiamo la prima volta che ci vediamo avrà da farmi scontare pure questa oltre il fatto di aver sorvolato sull’onomastico il mese scorso…
… gli mando un sms…

Annunci

Tragedy Days

L’ultimo post porta la data del mio compleanno e da allora è successo un mezzo patatrak…
Ma andiamo con ordine e stringatezza…

14 aprile
Torno a casa ordinariamente stravolta dalla lunga, intensa e dura vita universitaria, trascinandomi appresso la bag traboccante di libri per la maggior parte insulsi che nessuno leggerà mai tranne noi poveri studenti che dobbiamo fare il mazzo su argomenti che, al fine lavorativo del domani, non ci serviranno a nulla e, anzi, occuperanno spazio nel magazzino del cervello, rubandolo a qualcos’altro che, probabilemnte, ci sarebbe stato più utile.
Baci, abbracci e auguri vaganti da chiunque mi incroci sulla sua strada.
Festicciola ristretta alla famiglia a base di paste, avendo rimandato il mega party a domenica sera.
Alle 23.30 di filato a nanna, contenta di esser sopravvissuta a questa giornata.

15 aprile
Confermazione di mia sorella, dove io partecipo come madrina con sommo godimento di tutti: dei miei che ora mi chiamano Comare anzichè con il mio nome; dei parenti vicini e lontani, che hanno evitato di accollarsi la briga di sorbirsi riunioni preparatorie, vestizioni particolari e pomeriggi in gioielleria per scegliere un vistosissimo girocollo d’oro (cavo)…
Omelia del vescovo con funzione illuminante nella cecità che mi piglia ogni tanto
Serata in pizzeria (avendo terminato ad un orario a dir poco osceno), rimandando al pranzo di domenica la festa con i parenti. In compenso vengono scattate almeno 52 foto digitali nelle posizioni più ardite (mi mancava quella sotto il tavolo ma mi pareva troppo audace)…

16 aprile
Pomeriggio tranquillo in giro per la città in barba al diluvio universale
Tentativo di shopping selvaggio interrotto dalla coscienza che gli euri necessari all’intento non erano quelli che stavano nel mio borsellino…
Fuga di un’ora e mezza alla libreria preferita (con la scusa che intanto la pioggia cessa…), dove, nuovamente, mi limito nello spendere e spandere pecunia: esco con solo due libri in saccoccia…

  

 

     Il Templare di Jan Guillou

 

Il Santo Graal di Michael Baignet, Richard Leigh, Henry Lincoln  

 

… per un totale di 13.70€.
Libri in mano, non vedo più nulla e nessuno, già persa a leggerli con ancora in mano il resto di 15€ che a momenti mi cadono a terra…

17 aprile
Da programma mi attendeva:
– Pranzo con i parenti
– Mega party Hollywoodiano di compleanno
In realtà il pranzo è saltato per cause di forza maggiori (ce ne siamo dimenticati…), slittando ad una non ben precisata data (Natale insomma…) perduta nell’immensità del Calendario di Frate Indovino…
Così, bella pimpante, mi preparo alla serata che mi aspetta standomene spaparanzata sul divano per un un po’, un paio d’ore di lavoro al pc e un giretto fuori per ingannare il tempo.
Al che mi dico che è una palla micidiale stare in panciolle fino a sera e mi frulla di mimare un incontro di kick boxing nel bel mezzo del salotto.
Scelgo come fighting location la zona che, attraverso il soggiorno, collega le due stanze adiacenti. Un’area tranquilla, tappettata, libera da mobili e, soprattutto, al riparo da sguardi indiscreti che potrebbero essermi rivolti nel momento di un’eventuale caduta… e meno male dico io, perchè due minuti più tardi crollo come una pera coscia a terra, scivolando sul fottutissimo tappeto che avevo sotto i piedi, imprecando in ottomano per il dolore.
Dal rumorino sconosciuto del mio ginocchio comprendo di aver fatto un guaio non rimediabile con una botta di pomata tipo Lasonil, Fastum Gel, Dolinac, MuscoRil, Artrosilene et affini (un antidolorifico – antistrappo – anticontusione – antiMadonnachedolore – antiTeLo AvevoDettoIoCheSeiFuoriEsercizio).
Zoppicando peggio che Capitan Uncino raggiungo il divano e con tutto il sangue freddo che mi ritrovo comincio a tastare l’arto compromesso per fare una rapida analisi della situazione:
– Il menisco dovrebbe essere salvo… (lo è, per botta di ciapet!)
– Le ossa sono tutte integre… (la gamba ancora muovo, altrimenti morirei di dolore…)
Piego il ginocchio ma questo pende da un lato come se qualcosa si fosse spezzato…  
Preoccupata a dir poco, mi metto a massaggiare come una dannata, respirando profondamente, dicendomi con convinzione
Non è nulla… Non è nulla… Tu stai bene…
Massaggiando sento una massa non identificata dove non dovrebbe esserci. Disperata ‘corro’ (si fa per dire…) a dare la notizia a mammina… ometto la ramanzina rivoltami sul fatto che quella volta non mi ha fatto di plastica, che la devo piantare di fare la scalmanata, che il tempo delle scemenze è finito da parecchio, che alla mia età (3 giorni dopo il compleanno già mi rimarca gli anni che ho! Sigh!) potrei essere madre e che esempio darei ai miei figli a comportarmi così (e io intanto penso Tze! Hai voglia!).
Risultato: telefonatina alla Clem Clem, la 79enne che ti frantuma, la quale ordina subito impacchi di acqua salata ed aceto e boule (che schifo! Mi son sentita come un cipollina boretana della Peperlizia!) in attesa di vederci l’indomani.

18 aprile
Incapace di camminare senza appoggio, anzichè andarmene beata alla pensilina, mi ritrovo in anticamera dalla Massaggiatrice Pazza, che mezzora dopo mi rimescola le fasce muscolari spostate (tutto ‘sto dolore per due muscoletti fuori sede?!), lasciandomi il marchio di fabbrica: due strisce bluastre sul retro del ginocchio.
Mi mette sotto impacco puzzolente per almeno una settimana Una settimana? le ripeto, strabuzzando gli occhioni Una settimana, tutte le sere, con la boule dell’acqua calda. Poi ti massaggi con l’arnica e vai a letto. Cerco di reclamare Ma puzza tantissimo! Al che mi guarda tutta tronfia e mi fa Se non facessi la stupidina alla tua età… manco fossi Matusalemme! E poi, per natura, sono un elastico: mi metto ancora il piede in bocca volendo!
Alla fine cedo ai rimedi della nonna e torno a casa a fare gli impacchi…

19 – 23 aprile
Per velocizzare il passaggio della settimana acetosa, aumento a due gli impacchi giornalieri.
I risultati non tardano fortunatamente e venerdì 22 la Clem Clem si congratula con la sottoscritta per gli effetti ottenuti. Il muscolo vagante, dopo l’aceto, l’arnica e i massaggi, pare abbia intenzione di tornare a posto. Se non altro cammino, zoppa, ma cammino.

24 aprile
Recupero di una notte insonne stesa sul divano del soggiorno. Non dormo per niente, catturata dal Gran Premio di San Marino che l’Orso Bruno sta vedendo alla tele. Mi dico di continuo Appena sorpassa Button chiudo gli occhi e dormo… ma continuo a guardare. Mi distraggo un attimo per strofinarmi gli occhi di sonno e in quel momento il Sior Ciumacher sorpassa il Jenson… me lo sono persa… l’Orso esclama a gran voce che è stato spettacolare… io non ho visto niente… Così guardo ancora un po’, sussurrandomi all’orecchio Appena passa Alonso dormo… tanto di laps ne mancano ancora!… ma Alonso non l’ha mai superato…
Alle quattro meno un quarto mi levo dal divano senza aver dormito per prepararmi ad uscire. Parto ovviamente in ritardo come al solito ma arrivo a destinazione prima che la Fra sia sul posto. Ostentando una camminata ancheggiante, passiamo dalla gelateria – creperia – caffetterra in piazza e poi andiamo al cinema in compagnia di suo fratello. Dopo una settimana di infermità parziale relegata in casa (troppa sofferenza fare le scale per uscire…) vedere Be Cool è stato un toccasana!

26 aprile
Ritorno insperato all’uni, dopo 11 giorni di ferie imposte. Al ritorno mi rendo conto che starmene in ferie era decisamente meglio…


Vecchiaia che avanza, Siori e Siore!

E’ la mia ora ma faccio finta di non essermene accorta…
Possibile che sia di già il mio compleanno?
Ma nell’ultimo anno dove ho avuto la testa?
Avevano ragione i vecchi

Più vai avanti e più il tempo ti corre veloce

Aaah! Li avessi ascoltati quella volta! Ad averne la certezza me la sarei goduta di più!
Ma forse sono ancora in tempo per fare qualche pazzia… sono ancora giovane… i 40 sono lontani… posso ancora fare qualche bricconata… certo se ora mi rimetto a suonar campanelli e fuga a qualcuno verrebbe il dubbio che tutta sana non sono ma qualche mascalzonata me la posso ancora permettere… magari ai danni di qualcuno che so io…

A proposito… sono quasi le cinque e quel fetentone di Pad’ ancora non s’è fatto sentire… mo’, quasi quasi lo chiamo io… così mi sente!

Va beh va’… andiamo a studiare un altro po’…
<si allontana canticchiando> 
E stasera torta…


Forse sto male davvero…

Che sono un pochetto fuori di zucca non è una novità per nessuno.
Che ho un comportamento mentale anacronistico e del tutto originale pure.
Che mi sogno di baciare ripetutamente e in maniera per nulla amichevole Fabio Volo è una cosetta che mi scombina…

Ieri mattina mi sono svegliata più di un’ora in anticipo con sotto le palpebre ancora la scena di lui e me sciolti sul divano di casa sua e dirmi sconvolta è poco.
Oddio, Fabio Volo mi piace parecchio, è una bella testa benchè faccia l’impossibile per non sembrarlo, voglio dire: se dovesse capitarmi per le mani mica lo scarterei ma svegliarmi con l’impressione di strapazzarmelo è angosciante! Insomma… conosciamoci un po’ prima!

Per tutta la giornata sono rimasta un po’ così a cercare di capire perchè diavolo lo avessi sognato. Un’intera giornata e nessuna risposta.
Poi ieri sera, prima di addormentarmi (terrorizzata dal poterlo sognare di nuovo), l’illuminazione (per dovere di cronaca, prima di dormire mi vengono di quelle intuizioni… per non parlare di quanto sia letterariamente prolifico il buio notturno…): Fabio Volo è la trasposizione bergamasca di Tex, il tipo che m’ha fatto impazzire in quarta liceo… al che balzo sul letto, due volte perplessa e preoccupata che mi sia riaffiorato alla mente un simile particolare, tanto più che, in tutto questo tempo, non mi era mai balzata agli occhi la notevole somiglianza tra i due. Ma in breve realizzo per associazione di idee:

PRIMAVERA  MIO COMPLEANNO   ALTRI COMPLEANNI  13 MAGGIO  TEX

Tutto ‘sto marasma consolarmi del mio compleanno? No, non credo. Ho solo la sfortuna di aver amato per lo più uomini nati in primavera e quando scatta l’equinozio, i campi rinverdiscono e non sopporto oltre i maglioni di lana mi si spalanca l’agenda della memoria che mi ricorda i compleanni di questo e di quello, alcuni dei quali ancora sento, prima che mi scordi per l’ennesima volta di chiamarli per augurar loro una giornata serena.
Tex non rientra nella schiera di quelli con cui ho mantenuto buoni rapporti: l’ultima volta che l’ho visto eravamo entrambi alla stazione, in attesa che il treno arrivasse. Nessuno dei due ha fatto un fiato. Solo una lunga occhiata da parte sua, per accertarsi che fossi realmente io, prima che mi accorgessi della sua presenza, diventassi color melanzana per l’imbarazzo e mi allontanassi lungo il binario, ostentando un’improbabile faccia di bronzo e mormorando tra me che i capelli un po’ lunghi gli stavano da cani. Durante tutto il viaggio la vocina che tanto odio continuava a mettermi nelle orecchie la solita sfilza di domande senza risposta: Perchè non ha fatto nulla? Perchè non si è mai giustificato con me?. Forse quel che c’è stato non era importante per lui quanto lo era per me. Probabilmente il mio modo di fare l’ha spesso spiazzato e reso incerto. Mi è venuto spesso il dubbio di aver sbagliato a comportarmi ma, ad oggi, di chi sia stato l’errore ha poca rilevanza. Quel che mi fa pensare è ‘sta cosa di Tex e Fabio Volo: ho sovrapposto i volti e le sensazioni e la ragione per cui è accaduto non mi è chiara. Mi sta benissimo che la mia mente mediti per i fatti suoi e poi mi spiattelli in faccia i risultati di questa intricatissima questione senza giustificarmeli. Per me è così e l’accetto, andando pazientemente a ritroso con il lanternino a cercare per quale via tortuosa si snoda il ragionamento. Alle volte arrivo senza problemi al punto di partenza, altre volte mi tocca frammentare in tappe il viaggio nei meandri del sentire. Mica sempre mi vien facile capirmi! Però qua è un discorso diverso: due anni che non vedo, non sento e nemmeno mi giunge voce di Tex e di punto in bianco finisco per sognarmelo. Perchè Tex, nel sogno, era Fabio Volo e qua non ci piove!
E ti pareva che mi si doveva creare un altro casino da sbrogliare: star tranquilla e serena a respirare il frizzante dell’aria primaverile, ad imbambolarmi a guardare distese verdi che di nuovo accolgono il colore acceso dei fiori, passare un compleanno senza che mi venga in mente tutta la lista-nascite di parenti, amici, conoscenti e amori passati, cos’è? Mission Impossible?
Ma porca miseria!


Finchè dura me la godo..

E’ probabile che mi ci vogliano 2 gg. di duro lavoro durante il fine settimana per accorgermi di quanto sono fortunata a stare nella condizione in cui sono… al punto da farmi star serena col tempo variabile, tra pozzanghere, freddo non preventivato e vento scompiglioso (ok… io amo alla follia il Vento… ma stamattina, con i capelli tirati drittissimi come l’autostrada del sole proprio mi sta sulle palle…).

Domenica e lunedì mi sono fatta un vero e proprio mazzo sulle regionali per un contributo da fame che se lo avessi saputo manco mi sarei scomodata! Due giorni di caos completo a spiegare con la mia consueta precisione svizzera come si vota e come si chiude quella sottospecie di lenzuolo che era la scheda elettorale a quelli che la laurea in ingegneria non ce l’hanno…
Per lo scrutinio del lunedì mi ci sono volute più di 5 h e 1/2 (quando la media del mio seggio è un’ora e mezzo al massimo!) e alle 9.20 (contro l’usuale mezzanotte e un po’) ero già bella ritanata sotto il piumino con la cena ancora nell’anticamera dello stomaco…

Così oggi che è di nuovo lunedì, memore del tragedy weekend della settimana passata, mi sono resa conto che non si sa cosa si ha finchè non viene a mancare.
E stamattina, in barba alle nuvole lacrimevoli che mi fissano oltre il finestrino del vagone passeggeri, me ne sto allegra!

MILK AND TOAST AND HONEY

Milk and toast and honey
Make it sunny on a rainy Saturday he-he-hey
Milk and toast some coffee
Take the stuffiness out of days you hate you really hate
Slow morning news pass me by
I try not to analyze but didn’t he blow my mind this time
Didn’t he blow my mind?

(Here he comes) to bring a little lovin’ honey
(Here he comes) to take away the hurt inside
(Here he comes) is everything that matters to me
(Here he comes) is everything I want in life

Milk and toast and honey
Ain’t it funny how things sometimes look so clear and feel so near?
The dreams I dream my favourite wishful thinkin’
Oh he’s bookmarked everywhere everywhere
True love might fall from the sky oh
You never know what to find but didn’t he blow my mind this time
Didn’t he blow my mind?

(Here he comes) to bring a little lovin’ honey
(Here he comes) to take away the hurt inside
(Here he comes) is everything that matters to me
(Here he comes) is everything I want in life
(Here he comes) oh lay a little lovin’ honey
(Here he comes) to feel you’re gettin’ close to me
(Here he comes) is everything that matters to me
(Here he comes) is everywhere I wanna be

(Here he comes) ooh to bring a little lovin’ honey
(Here he comes) to take away the pain inside
(Here he comes) is everything that matters to me
(Here he comes) is everything I want from life
(Here he comes) oh lay a little lovin’ baby baby
(Here he comes) to feel you’re gettin’ close to me
(Here he comes) is everything that matters to me
(Here he comes) is everywhere I wanna be
To bring a little lovin’ is everything I want
To lay a little lovin’ is everything I want
Oh here he comes

Roxette

Tra le altre cose, ieri è arrivato un MMS da Pad’ l’Ingegnoso, che dopo mesi ancora non molla l’osso e continua a starmi sotto. Stavolta tocca al micione dagli occhi dolci di Shrek 2 tentare di ammorbidirmi nei confronti del suo folle amore… sulle prime sono rimasta un po’ così ma, a ben pensarci, se mi spediva una sua foto con l’ultima cartolina che gli ho spedito (che tiene ‘agganciata’ alla cornice di un quadro sopra il letto, manco fosse una reliquia!) era decisamente peggio!
Consciamente o meno, gli ho risposto in ritardo… per come lo conosco io, sarà stato tutto il santo giorno a fissare il display del cell, nella vana speranza che gli invii un MMS di risposta altrettanto affettuoso, anche se gliel’ho spiegato per bene che io e lui non c’è storia. Ma lui aspetta… aspetta… da agosto pure la sua famiglia gli soffia sul collo perchè faccia l’impossibile per farmi cedere. Al punto da preparare un risotto al vino bianco alle 5 e mezza della sera (quando sono soliti mangiare alle 7 e mezza…) affinchè rimandi la partenza e resti a mangiare…
Ok. Cenare con loro non mi spaventava ma alle 5 e mezza, a fine ottobre, con il sapore della cioccolata Eraclea alla menta in bocca e una fetta di torta della nonna ancora in fase di digestione, il primo pensiero logico è stato Che c’hanno in mente di fare questi?. Poi suo padre se ne esce con la frase del tipo Se fai tardi non ti preoccupare che di sopra c’è già una camera pronta… uè! Io non dormo fuori casa a tradimento! Non c’avevo manco il pigiama! Di notte, anche con il riscaldamento, io c’ho freddo! Magari veniva su il Pad’ a scaldarmi… ———————–>
Figurarsi se non mi sono data alla fuga!