Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

18.2.05 Il sabato filosofico

Ne ho la certezza da tanto di quel tempo che ormai ho smesso di contare gli anni: il Destino, o qualunque sia il suo nome, è una realtà. Almeno nella mia misera esistenza di universitaria con famiglia, amici e conoscenti. E non so dire se sia per il fatto che sono accaduti degli eventi che mi sono sembrati avere una spiegazione logica nel percorso della mia vita, se sia per formazione religiosa o soltanto perché un tempo si è presentata la necessità di dare senso a quel accade attorno a me. Questo non lo so dire. In fondo non me lo sono mai chiesto. Finora non m’è mai importato e tutt’oggi la cosa mi lascia indifferente. Fatto sta che c’è e non ho la minima intenzione di ignorarlo. Oh può darsi che un domani, più o meno lontano, la Fed si svegli dal suo torpore fisiologico ed esclami con espressione di stupore, shock e delusione Maremma! Sono un’invasata! e si rituffi in un’altra teoria psico-filosofica di veridicità indiscutibile (non me ne meraviglierei…) per altri dieci, quindici anni.
Comunque sia, di quel che sarà non m’importa: quando verrà il momento l’affronterò tranquillamente con il mio spirito da ibrido tra He-Man e Sailor Moon… da paladina della giustissia insomma!

<rilegge lo sproloquio appena sfornato>
E tutta tiritera che cavolo c’entra? C’è una ragione a tutto diceva il saggio. Quindi andiamo avanti.
È venerdì sera, sulla gobba ho tre settimane di sessione esami con studio annesso, due esami andati bene (pensando che ero certa di venir troncata per strada…) e una valanga di stress che m’hanno fatto trattenere 1kg e mezzo di liquidi (che avevo pazientemente perso il mese scorso… :((( ma forza Fed… ce la puoi fare!).
Immaginate una donnina logorata dalla sua intensa vita (?), appollaiata sul divano, vestita con un pigiama rosa regalato a Natale scorso, ufficialmente più grande di due taglie (di quelli che quando li compri pensi Lo prendo più grande tanto poi cala in lunghezza e intanto t’immagini con le maniche della maglia girate due volte sui polsi come quando eri bambina e tua madre ti comprava i vestiti con una taglia in più perchè tanto poi cresce e i pantaloni che ti avanzano di una spanna e ti stimolano il complesso dell’altezza e ti vien la voglia di indossare il pigiama con le zeppe… poi arrivi a casa, lo lavi e ti ritrovi con le maniche quasi a livello del gomito e i pantaloni alla Venezia Acqua alta… di pigiami così ne ho la cassettiera piena. Così stavolta mi sono ingegnata…).
Alla tele zappa tra Zelig Circus, due film western, So 80’s e una sbirciatina su Loveline… e-mail del giorno: Tizia sta con Tizio e lo cornifica. Eppure lo ama tanto… e fin qua è pane settimanale. Ascolta un paio di minuti, giusto per farsi un’idea del pensiero popolare poi zappa sul quinto canale.
Alle 23.15, esausta e annoiata, la donnina spegne la tele e sta per andarsene a dormire quando sul cell compare un sms: inizia una chiacchierata a distanza con la tipa del msg e all’improvviso salta fuori l’argomento Tradimento (con relativo scambio d’opinioni)… A questo punto sarà lecito chiedersi sarà un caso che nel giro di venti minuti ricapiti come oggetto di discussione lo stesso, identico, preciso, spiccicato tema? Uhm… stavolta l’ho risolto con l’eventualità che la mia amica abbia visto pure lei Loveline ma il dubbio rimane…

Tipo stamattina: c’avevo un blocco da calo di zuccheri, poco ossigeno che mi arrivava al cervello, neuroni in pausa pranzo e lo stomaco che suonava la nona di Beethoven a forza di languori. Ho pensato Ci vorrebbe il Liga per tirarmi su… magari tiro fino a pranzo e finisco sto memoriale… ho fatto il giro delle stazioni radio memorizzate… alla settima (su trenta) c’era Tra palco e realtà
Ok. Qualcuno potrebbe dire che ho avuto un didietro che fa provincia (infatti ce l’ho)… che è stato un caso (non è proprio così ma quasi)… che non è dipeso dal mio desiderio di beccare in radio il Liga, che tanto l’avrebbero trasmesso comunque… non cambia niente: sarò fatalista ma è successo! E poco fa è successo di nuovo!

20.2.05 Una magra e sofferente domenica

Cosa c’è al mondo meglio di una domenica p
omeriggio passata al freddo e al gelo, con un vento maledettissimo che ti manda a farsi benedire mezzora di duro lavoro con spazzola e phon, scaraventandoti i capelli tutti in bocca (e quelli s’appiccicano al rossetto glossoso…) e negli occhi (facendoti rischiare di schiantarti contro un albero o semplicemente faccia a terra dopo aver miracolosamente evitato una radice di pino marittimo che sporgeva nel terreno e aver preso in pieno la buca che stava un asso più in là…)?
C’è da dire che poi ho rimediato una cioccolata calda (così calda che papille stanno ancora imprecando in esperanto…) e cinque minuti di locale pubblico con riscaldamento attivo, sicché, tra la temperatura esterna e quella interna, ero riuscita a trovare lo stato ideale di calore corporeo.
Il drammatico della giornata però è stato passare quasi due ore, fermi in macchina in un miserissimo piazzale deserto, ad aspettare il resto dell’allegra brigata: eravamo io e il Giulietto, soli, senza un pezzo di carta dove potessi scrivere (‘sta cosa mi sempre fa andare fuori…), senza musica (stereo rotto… da due settimane ricoverato dal Diego). Una tristezza indicibile… 

21.2.05 Ma quando mai piove qua?

Non vado pazza per la pioggia ma se ne venisse giù un bel po’ sarei parecchio contenta: non so dalle parti vostre ma qui sono mesi che non casca una goccia (e dico una) in terra. È talmente secco in alcuni luoghi che pare che il Gran Canyon… mo’  vediamo la terra che si squarcia sotto i nostri piedi tanto è arido.
In compenso, se non arriva acqua dal cielo, le strade sono egualmente bagnate: si fa l’(in)utile lavaggio per contrastare l’inquinamento atmosferico da PM10… pure me li immagino gli addetti in notturna che con spazzolone e secchio vanno a lavar le pavimentazioni d’asfalto. Che poi non serve quasi a nulla tutto ‘sto spreco di risorse idriche: un insignificante 5-6% di miglioramento dell’aria per migliaia di litri d’acqua scialacquati! Mah…
A beffa di tutto arriva la neve… saran contenti gli sciatori e i gestori degli impianti… io detesto sciare! Fossi capace di tenermi in posizione eretta su quei cosi! No perchè io scio scendendo di fianco, nel senso che mi getto a terra e scendo a mo’ di slittino messo in orizzontale… e non metto mai il tutone da sciista che non assorbe l’acqua, che tiene caldo ed è tanto pratico… io scio in tuta felpata di lana merinos, più il pile e il giubbotto imbottito…
<si mette una mano sugli occhi> non posso raccontarvi così serenamente le mie disgrazie in pista… sto perdendo credibilità… meglio sorvolare…

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3 Risposte

  1. Qui nevica da tre giorni ma fortunatamente (?) le strade che percorro per muovermi sono molto frequentate e così non ho avuto problemi per arrivare e per tornare.
    Il paesaggio è molto bello e romantico.
    Una visuale diversa ogni tanto mi piace.

    mercoledì, 23 febbraio 2005 alle @ 8:32

  2. qui da me la neve cade ma non rimane …. si scioglie subito… uffa uffina!!! carino il tuo blog… un bacino Alpen!

    giovedì, 24 febbraio 2005 alle @ 9:38

  3. Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza
    “I have a dream” di Martin Luter King.

    mercoledì, 2 marzo 2005 alle @ 11:28

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