Free tour nel cervello di una svarionata (e lo so che "dull" non vuole la esse…)

Sproloquio – Prima puntata

E’ da un secolo che penso di aprire un blog dove mettere nero su bianco un paio di cosette che mi riguardano prima anch’io finisca col dimenticarle.

Verba volant scripta manent dicevano gli antichi ma se, malauguratamente, scripta bruciant non manent nienten!

Così, dopo vari scontri tra me e me, il blog si è creato da sé… ma mi faccio una tristezza ora…
Tanto per cominciare stamattina poco c’è mancato che non finissi con la faccia spiaccicata al muro scendendo dall’autobus… certo che ce ne vuole ad incastrarsi il piede nell’uscita!
Ciò non bastasse pioveva e sette passi più avanti ho rischiato di sfracellarmi, gluteo a terra, per colpa di queste maledettissime adidas con la suola di gomma,
che poi le guardi incazzata come una iena e loro sembrano dirti "Cocca sei te che non ci sai portare…". Un giorno o l’altro, prometto, le brucio!
Nonostante tutto sono arrivata tutta intera ma non sottovaluto il fatto di potermi capottare prima che cali il Sole…

Stasera tour de force fino alle 23, con la speranza che Friends, una volta, tanto inizi all’orario che indica la pagina 505 del televideo della Rai… ieri sera erano neanche le 10 che sono crollata come una pera sul cuscino, quindi oggi, che ho dormito un’ora e mezza in più dovrei farcela ad arrivare alla mezzanotte e mezza… in teoria… ma non ci giurerei.
Finché tiro tardi vedrò di darmi una mossa con lo studio, visto che negl’ultimi giorni sembra sia più un passatempo che la mia occupazione quotidiana.

Stamattina mi sono messa a rileggere Markale, che avevo abbandonato un anno fa sullo scaffale della mia libreria: mi tocca cominciare dal primo capitolo perchè non mi ricordo più un accidente.
Così, nel tiepido del vagone, in multisbadiglio con la lacrimuccia che scende all’angolo dell’occhio, devo aver fatto proprio pena al controllore che m’ha guardato il biglietto… povero! E’ passato tre volte a vedere se dormivo… che poi, tra le altre cose, è un bonazzo da paura! La divisa in verde e grigio gli dona e, particolare non trascurabile, la mancanza della fede all’anulare è la cosa che più mi attrae… oltre tutto il resto ovviamente!
La prossima volta che lo vedo devo ricordarmi di strabuzzare gli occhi per leggergli il distintivo ferroviario…

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